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Turismo fluviale, studenti e relatori raccontano il Po e i suoi territori

Ci si sofferma sulle analogie fra luoghi come Ferrara, Rovigo e Mantova

Il Grande fiume come filo conduttore di tre territori appartenenti a regioni diverse, ma accomunati appunto dal flusso delle sue acque. E' caratterizzato da un approccio multidisciplinare, l'incontro di giovedì alle 15, nell'aula magna Drigo del dipartimento di Studi umanistici Unife in via Paradiso 12, promosso nell'ambito del corso di laurea in Manager degli itinerari culturali, dal titolo 'Fermati al Po: Il fiume Po e i suoi turismi da Ferrara a Mantova'. Un evento aperto ai cittadini, nel corso del quale verranno presentati pubblicamenti i lavori degli studenti del corso di Progettazione culturale per turismi sostenibili.

Un appuntamento, definito dagli organizzatori come "il risultato dell'impegno collettivo di una cinquantina di studentesse e studenti del corso di Progettazione culturale per turismi sostenibili tenuto dal professore Gianfranco Franz all'interno del corso di laurea in Manager degli itinerari culturali del dipartimento di Studi umanistici dell'Università di Ferrara. Per anni i temi dell'economia prodotta dal turismo culturale nelle città di Ferrara e di Mantova, la questione della valorizzazione dei territori e dei centri urbani minori, l'importanza di un'atmosfera urbana creativa favorita anche dalla lunga tradizione di eventi culturali, festival, mostre che caratterizza le due città protagoniste, la rilevanza della nicchia turistica enogastronomica e la progressiva crescita del cicloturismo, nicchia di cui tanto si è parlato anche grazie alla promozione del progetto Vento a partire dal 2012 sono stati al centro dell'attività didattica di chi scrive sia per il corso di laurea di Scienze del turismo, sia per quello in lingua inglese in Economics, Management and Policies for Global Challenges del Dipartimento di Economia e Management".

Durante l'incontro, caratterizzato dalla presenza di numerosi ospiti, la mappa di quasi 6 metri per 2 e la presentazione che sarà mostrata dagli studenti saranno funzionali a raccontare il Po e i suoi territori attraverso una chiave interpretativa multidisciplinare. Spazio dunque agli argomenti della "centralità dei patrimoni culturali e architettonici con quelli della straordinaria biodiversità custodita nel Grande Delta (da Mantova a Ferrara, comprendendo i territori del Po delle province di Reggio Emilia e di Modena e, soprattutto, quelli di Rovigo), arricchiti da temi "culturali come letteratura, fotografia e cinema". Aspetti che "mettono al centro la rilevanza degli eventi e delle mostre che contraddistinguono da decenni le due città patrimonio Unesco, mostrano la straordinaria varietà enogastronomica, spesso trascurata da un marketing stanco e invecchiato", soffermandosi sui "turismi possibili" come "quelli sportivi, i turismi lenti (i cammini, le ippovie e le ciclovie) e i nuovi turismi di relazione e di prossimità, ricordano l'epopea della pesca allo storione e la produzione di caviale del Po, via via scomparsi alla metà del secolo scorso, ma oggi ripristinabili grazie agli studi scientifici condotti dalle università di Parma e di Ferrara".

Ulteriore elemento attrattivo è "il racconto, fino a oggi quasi ignorato, delle duchesse estensi e gonzaghesche, a partire proprio da Isabella d'Este, il primo trait d'union fra due famiglie e due città: in un'epoca di assurdi femminicidi e di sacrosanta rivendicazione del ruolo e dei diritti delle donne, narrare la vita di donne certamente privilegiate ma costantemente tenute in ombra dalla storiografia malgrado il loro ruolo non banale, la loro cultura, l'eleganza, il mecenatismo e il collezionismo artistico, la capacità di governo quando alcune di esse furono chiamate a farlo, si rivela occasione per inventare un brand turistico e culturale del tutto innovativo e di sicuro richiamo".

L'appuntamento si propone anche di "far riflettere sulla necessità che tutti i territori considerati lavorino insieme, superando i tipici campanilismi e i limiti amministrativi", veicolando il messaggio "in modo leggero e irriverente, che Mantova, Ferrara e Rovigo sono intrinsecamente diverse dai territori, dalle genti e dalle economie delle rispettive regioni di appartenenza mentre sono assai più simili fra loro da molteplici punti di vista: geografico, antropologico, economico e paesaggistico. Immaginare e pianificare un turismo sul e del Po, valorizzando i centri e i patrimoni 'minori', diventa oggi lo strumento per innovare e produrre nuove alleanze territoriali all'insegna di cultura, storia e bio-diversità umana e naturale; e anche per proteggere con maggiore efficacia un fiume sofferente, sfruttato fino all'abuso".

Il programma dell'incontro prevede alle 15 i saluti istituzionali di Paolo Tanganelli, direttore del dipartimento di Studi umanistici, e di Rachele Dubbini, coordinatrice del corso di laurea. Alle 15.10, cominciano i lavori con gli interventi del giornalista Federico Di Bisceglie e l'introduzione al progetto di Gianfranco Franz, docente titolare del corso. Alle 15.30 verrà presentato il progetto degli studenti, e alla 16.10 prenderà avvio la tavola rotonda coordinata dal moderatore Di Bisceglie. Chiamati a intervenire saranno Ludovica Ramella, dell'Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, Gaetano Marini e Alessandro Bondesan, del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Marco Gottardi, direttore del Parco Delta del Po Veneto, Davide Bellotti, presidente di Cna Ferrara, Cristina Sandri, della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, Paolo Marcolini, di Cna Formazione Emilia-Romagna, Cinzia Bracci e Annalisa Ferrari, di Cds Cultura, Giuseppe Muroni, docente dell'Associazione Torri di marmo di Tresigallo, Georg Sobbe, dell'Associazione Fiumana, Patrizia Micai, del Villaggio turistico 'Lucciole nella nebbia' di Destra Po, Sergio Fortini, della Cooperativa Città della Cultura-Cultura della Città, Licia Vignotto e Riccardo Gemmo, dell'Associazione Ilturco, Denis Maragno dell'Università Iuav di Venezia, Marco Bresadola, Giorgio Poletti, Giuseppe Scandurra e Gianluca Forgione, del dipartimento di Studi umanistici e Francesca Leder, del dipartimento di Architettura. Alle 17.30 si chiuderanno i lavori. 
 

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