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Cattedrale, ecco i tre nuovi canonici: l'immissione la domenica di Pasqua

Si tratta di Monsignor Francesco Viali, Roberto Solera e Stefano Zanella: i profili

Monsignor Francesco Viali, Monsignor Roberto Solera e Monsignor Stefano Zanella sono i tre nuovi canonici del Capitolo della Cattedrale di Ferrara, nominati dal vescovo Gian Carlo Perego con decreto Arcivescovile del 5 febbraio.

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Il rito liturgico chiamato dell'’immissione canonicale’ avverrà proprio in Cattedrale il giorno di Pasqua, domenica 31 marzo, durante il pontificale arcivescovile delle 17.30. Per l’occasione, saranno presenti anche i canonici di Comacchio e quelli di Massa Fiscaglia.

Francesco Viali

“Vi sono luoghi che rimangono indelebilmente legati a momenti e circostanze fondamentali della propria crescita umana e spirituale. Nel mio caso la Cattedrale e l’immagine della Madonna delle Grazie in essa custodita sono stati segni che mi hanno consentito, nei primi anni di sacerdozio, durante gli studi romani, di mantenere vivo quel legame con la Chiesa locale nella quale sono stato generato nella fede e in cui sono stato incardinato come sacerdote.

Immergendomi nella pastorale prima a sant’Agostino, poi nell’UP Borgovado e da un anno a Santo Spirito, la Cattedrale è stata vista come quella ‘casa’ in cui maturare nel ministero sacerdotale, percependo come inestimabile ricchezza e dovere la comunione col Vescovo, con i confratelli e con le comunità parrocchiali che la animano. Questa imponente costruzione sia il luogo in cui ciò che viene annunciato e celebrato, ma anche ciò che viene ammirato, possa testimoniare Cristo risorto in modo affascinante e comprensibile per l’uomo del nostro tempo.

È quest’ultimo il compito più importante che ritengo debba indirizzare le scelte di coloro a cui ne è affidata la custodia e la valorizzazione. Un onore, ma anche un nuovo impegno nel mio ministero che continua, come canonico e membro del Capitolo, ad essere indelebilmente legato alla nostra chiesa madre”.

Roberto Solera

“Sono originario della parrocchia di Santa Croce (Migliarino), classe 1981 e prete dal 2006. Dopo un percorso formativo singolare che, su richiesta dei superiori, mi ha condotto dapprima alla laurea in Scienze dell’Educazione (all’Università di Ferrara) e poi al dottorato in tutt’altro ambito, il Diritto Canonico (alla Pontificia Università Lateranense), ora svolgo una serie di servizi prevalentemente attinenti a quest’ultimo campo: Vicario giudiziale, Cancelliere della curia, Giudice presso il Tribunale ecclesiastico Flaminio (Bologna) e Docente alla Facoltà di diritto canonico “S. Pio X” (Venezia). Sono anche Amministratore parrocchiale di Santa Maria del Perpetuo Soccorso, la parrocchia di Borgo Punta, a Ferrara.

Per me è un grande onore entrare ora a far parte del Capitolo, quel gruppo di sacerdoti a cui sono affidate la cura e la responsabilità della nostra Basilica Cattedrale: oltre ad essere uno scrigno di bellezza, arte e spiritualità, e oltre a custodire un legame unico con la S. Sede e con la Chiesa universale - in essa sono custoditi il sepolcro papale di Urbano III (+1187), e la memoria storica della prima fase del Concilio Ecumenico di Ferrara-Firenze (dal 1438 al 1439) -, lì sono stato ordinato diacono e prete”.

Stefano Zanella

«Essendo nato a Ferrara, battezzato a San Paolo, la Piazza è stato il parco giochi della mia infanzia. La nonna, soprattutto dopo un capriccio, mi portava in Cattedrale con queste parole: “Accendiamo una candela alla Madonna delle Grazie, che tu diventi più buono”.

Questa notizia mi rende veramente felice, non tanto per il titolo in sé, che ha quell’odore di antico o di onori che si devono meritare sul terreno di gioco, quanto perché la Cattedrale è stata da sempre un punto di riferimento per me e la mia vocazione. Mentre cercavo di capire se il Signore mi stava chiamando a seguirlo nel sacerdozio ministeriale, ogni mattina andavo alla celebrazione eucaristica delle 8 in Cattedrale. Il servizio liturgico in seminario, l’ordinazione diaconale e presbiterale poi, hanno consolidato il rapporto con questo scrigno di fede e di cultura.

Avendo poi dovuto lavorare per ripristinare strutturalmente la Basilica, mi sono reso conto che quei pilasti e quelle facciate di pietra e marmo racchiudono tesori di inestimabile valore. La chiamata a questo servizio, con due amici, mi rende ancora più responsabile a far sì che la Cattedrale non sia solo un luogo di culto ma possa ritornare a far parlare di sé come nelle epoche passate”.

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