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L'intervista / Centro Storico / Giardini 20 e 29 maggio 2012

Il panino migliore? E' ferrarese. Il segreto di Veronesi: "Passione e fantasia"

Il gestore del chiosco 'Take Eat Easy': "Esperienza divertente, tornerò a difendere il titolo"

Fa questo mestiere da quando ha 14 anni, ha vinto diversi concorsi e gestisce il chiosco 'Take Eat Easy' assieme alla moglie sommelier e altri due collaboratori. Si tratta di Maximiliano Veronesi, il quale ha partecipato al concorso culinario 'The Best Sandwich 2023'. E ha vinto il primo premio.

Com'è stata questa esperienza? 
“Molto divertente e anche formativa, perché non mi era mai capitato di farla prima. Il nostro chiosco fa qualche panino ma non è esattamente la nostra specialità, siamo più un ristorante. Ho visto questo concorso online e mi ha ispirato da subito. Infatti, nel corso della gara, ci venivano dati dei prodotti del territorio e con quelli bisognava costruire un panino che avesse un foodcost di 3 euro e 50. Un’altra caratteristica interessante di questo concorso è il fatto che non è stato sponsorizzato da ditte che producevano prodotti preconfezionati, bensì freschi, di prima mano. Siccome da 'Take Eat Easy' facciamo tutto noi, l’idea mi ha colpito ancora di più".

Tecnicamente, quante prove ha sostenuto?
"Il concorso è partito dagli ottavi e ci si è suddivisi in squadre da tre. Al termine degli ottavi solo una persona per ogni team sarebbe passata al turno successivo. Ai quarti, poi, ci si è divisi in squadre da quattro e i primi due di ogni team hanno avuto accesso alle semifinali. In finale la prova consisteva in una doppia manche da affrontare con una mistery box dalla quale si potevano scegliere gli ingredienti".

Quali panini le è stato chiesto di realizzare?
“In ogni puntata c’era un ingrediente diverso da esaltare assieme a del pane specifico prodotto in loco. Con il primo panino mi è stato chiesto di esaltare l’hummus, così l’ho abbinato a un baccalà. Poi, in semifinale, c’era una salsa fatta di albicocca e habanero da mettere in risalto; dunque, l’ho abbinata a del tonno crudo, creando una salsina simile al caviale”.

Parteciperà nuovamente alla gara?
“Il prossimo anno parteciperò sicuramente al 'The Best Sandwich 2024' anche perché devo comunque difendere il titolo. Poi, ho visto che ci sono anche altri concorsi inerenti lo streetfood per quest’estate, e sto pensando a una partecipazione anche su questo versante”.

Come cambieranno i vostri piani in virtù di questa vittoria?
“Da 'Take Eat Easy' cambiamo sempre il menù giornaliero o, almeno, a giorni alterni. Ovviamente, assieme ai panini classici da menù inserirò anche quelli realizzati in gara, di modo tale da farli provare ai clienti”.

Com’è iniziata la vostra attività nel settore?
“Oggi ho 46 anni e faccio questo mestiere da quando ne avevo 14. Personalmente ho lavorato in diversi contesti gastronomici, anche assieme a chef abbastanza rinomati. Successivamente, all’incirca 14 anni fa, io e mia moglie abbiamo aperto un ristorante a Medelana che è rimasto in attività per sette anni. Però avevo in testa l’idea di realizzare una cucina di qualità che però fosse anche maggiormente abbordabile per i più. Così, dopo essere stati a Londra per un viaggio e dopo aver visto nuove realtà che sarebbero state ottime da portare a Ferrara, abbiamo deciso di rilevare il chiosco".

Oltre al panino vincitore, quali sono le vostre specialità?
“Abbiamo tre must have principalmente: le crocchette di maccheroni fritte, i cappellacci di zucca e il pulled pork. Dopodiché, cerchiamo sempre di avere in lista qualcosa di vegano oppure di vegetariano, o almeno un piatto che rispetti le intolleranze alimentari”.

L’hamburger, a livello di percezione comune, è sempre stato visto come un alimento tipicamente americano e giovanile. Oggi il trend sembra essere cambiato. Crede che il modo di mangiare delle persone sia cambiato?
“Si può dire che le hamburgerie sono in evoluzione da circa otto anni, anzi, forse sono già scese di quotazione. È un po’ come parlare delle stagioni, le tendenze sono cicliche. Dunque, abbiamo avuto gli hamburger, poi la poké, il ramen e via dicendo. Ora come ora, più che gli hamburger in sé vanno molto gli smashburger”.

Qual è il segreto del vostro successo a suo parere?
“A mio parere si tratta di un mix di vari ingredienti. In primis la cucina, infatti ogni giorno si mangia qualcosa di nuovo e diverso. Poi, la nostra accoglienza è un tratto fondamentale. In terzo luogo, la clientela non si sente mai 'costretta', l’ambiente è infatti molto smart: nessuno si lamenta dell’attesa e c’è molta socialità”.

Avete dei progetti in programma per il prossimo futuro, magari una nuova apertura?
“Non abbiamo in piano altre aperture perché si lavora già parecchio e non vorremmo saturare il mercato di Ferrara con altri punti offrendo lo stesso prodotto. Tuttavia, poi non si sa mai, se qualcuno ci vorrà proporre un franchising e avrà i fondi adeguati allora si potrà pensare”.

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