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Domenica, 21 Aprile 2024
Giustizia

Tentò di violentare un ragazzino, sacerdote condannato a 4 anni e mezzo

Don Giuseppe Rugolo venne arrestato a Ferrara nell'aprile 2021: c'è la sentenza

Una condanna pesante. Il tribunale di Enna ha, infatti, inflitto 4 anni e 6 mesi a don Giuseppe Rugolo, 42 anni, arrestato il 21 aprile 2021 a Ferrara con l’accusa di violenza sessuale aggravata a danni di minori. La sentenza è stata emessa dopo una camera di consiglio lunghissima: ben 8 ore. Il processo era stato celebrato a porte chiuse, ed è stato lungo: 22 udienze, 53 testimoni.

Il via all’indagine

Non sono i dieci anni chiesti dalla procura e anche i reati contestati sono stati ridimensionati, soprattutto quello più atroce, la violenza sessuale aggravata su minore, che da consumata è passata a tentata. A dare il là all'inchiesta era stata la denuncia di un giovane oggi trentenne, che ha raccontato alla squadra mobile di Enna le presunte violenze subite dal 2009 al 2013: all'epoca era minorenne.

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Condanna e interdizione

I fatti contestati nel processo - alcuni ritenuti non costituenti reato dal tribunale mentre per altri è stata riconosciuta l'attenuante della minore gravità - erano relativi agli anni 2009-2011, quando Rugolo era ancora seminarista. Oltre alla condanna, per lui è stata stabilita l'interdizione perenne dall'insegnamento scolastico e, per cinque anni, dai pubblici uffici. Non è tutto. I giudici hanno messo nero su bianco anche le responsabilità civili della Curia di Piazza Armerina, con danni da quantificare e liquidare in separata sede.

La ricostruzione dei fatti

Il ragazzino aveva circa 15 anni quando frequentava la parrocchia di San Giovanni Battista, dove Rugolo era seminarista, ma le presunte violenze sarebbero continuate anche dopo la sua ordinazione a sacerdote. Il giovane aveva scritto anche una lettera a Papa Francesco, senza avere risposta. Sei anni or sono aveva denunciato tutto al vescovo della diocesi di Piazza Armerina, che aveva aperto come da prassi una "investigatio previa".

La congregazione per la dottrina della fede non si era espressa per un difetto di competenza (le presunte violenze erano avvenute quando Rugolo era ancora seminarista). Il vescovo, secondo quanto si legge nelle carte dei giudici, riportate dall'agenzie di stampa, avrebbe offerto alla famiglia del giovane 25mila euro in contanti, prelevati dalle casse della Caritas, come ‘borsa di studio’.

La presunta trattativa, se così si può definire, saltò perché il giovane avrebbe voluto che nella causale fosse ben specificata la dicitura “risarcimento danni". L'anno dopo don Giuseppe Rugolo fu trasferito da Enna a Ferrara, perché "gravemente malato". Solo nel 2020, dodici anni circa dopo i fatti contestati, quando il giovane si rese conto che dalla Chiesa non avrebbe avuto le risposte che cercava, arrivò la denuncia alle forze dell'ordine e la conseguente approfondita inchiesta della giustizia italiana.

L’avvocato

Il legale del prete, Denis Lovison, ha commentato che “la pena finale è stata più che dimezzata rispetto alla richiesta di dieci anni della Procura. Non solo. Importante che di fatto sia stato riconosciuto un solo tentativo di violenza sessuale e che siano state concesse le attenuanti e che non sia stata concessa alcuna provvisionale, rispetto alla richiesta complessiva di danni delle parti civili, che ammonta a mezzo milione di euro. Il che significa che non è stato dimostrato in questa sede alcun danno subito”.

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