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La storia / Copparo

Salvò l'ex aviatore, svolta nella ricerca della bimba: potrebbe chiamarsi Giancarla

La figlia di una donna avrebbe ricordato la vicenda: al vaglio diverse testimonianze

Svolta nel caso dell’aviatore irlandese? Forse. Potrebbe, infatti, essere Giancarla Fabbri la bambina che l’irlandese John Allman Hemingway, ex pilota della Raf, sta cercando: la bimba copparese a cui l’ultimo sopravvissuto della Battaglia di Inghilterra deve la vita. Per rispondere all’appello lanciato dalle pagine de Il Messaggero, in una storia raccontata da Paolo Ricci Bitti, si sono mobilitate sia l’amministrazione comunale e l’associazione Archeologi dell’Aria, che hanno contribuito a diffondere la richiesta dell’oggi 104enne eroe della Royal Air Force.

La figlia e la mamma

La vicenda è così rimbalzata sui media e sui social: Lina vi ha trovato qualcosa di molto familiare, una chiara assonanza con i racconti della mamma Carla, Giancarla, scomparsa dieci anni fa. Avendo sentito della ricerca di una allora ‘bambina ferrarese’ ha contattato gli Archeologi dell’Aria e i pezzi del puzzle sono andati via via trovando il loro posto.

La storia

La piccola viveva a Coccanile e la madre abitava a due chilometri in linea d’aria dal crash dello Spitfire partito da Ravenna. Era il 23 aprile 1945 e Carla aveva narrato le vicende della primavera di quello stesso anno: giorni terribili, di una paura tanto profonda che ancora si leggeva nei suoi occhi di adulta.

“Ce lo raccontava da piccole, poi da anziana non ne ha più parlato – testimonia Lina -. Ci ha detto che avevano salvato, sfamandolo e aiutandolo a scappare, un militare inglese”. Ovviamente la sua parlata faceva identificare John dagli abitanti della zona come inglese: l’unico in quei giorni ad aggirarsi in quell’area ancora occupata e bombardata.

Le testimonianze degli abitanti

La testimonianza di Lina è stata incrociata con quelle di alcuni altri abitanti: Guglielmo ricorda che al pilota erano stati forniti i vestiti indossati dai contadini locali e Anna Maria, che allora aveva sette anni, conferma che erano poche le bambine di quella fascia d’età in paese, fra cui proprio Carla.

Gli Archeologi dell’Aria hanno inoltre analizzato mappe e rapporti aerei: l’associazione peraltro conserva pezzi della carlinga e bossoli del caccia che i volontari hanno localizzato nel 2016, grazie alla dinamica dello schianto confermata dai frammenti e alla documentazione militare, e di cui hanno affrontato la ricerca di superficie nel 2017. La conclusione è che Carla poteva essere la bimba che ha portato in salvo John.

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