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Lunedì, 15 Aprile 2024
Sindacati

Strutture residenziali per anziani e disabili, sindacati: "Inaccettabile aumentare le rette"

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto agli Enti locali di intervenire sull'argomento regionale

"La Regione Emilia Romagna ha deciso, in modo unilaterale, di aumentare dall'1 gennaio 2024, di 4,10 euro al giorno le rette a carico di anziani e disabili, ed evidentemente le rispettive famiglie, per tutti coloro che sono ricoverati nelle strutture residenziali, le nostre Case protette per le persone non autosufficienti". A intervenire sul tema è una nota proveniente da Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati, Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna. 

Le sigle sindacali hanno evidenziato che "è una decisione inaccettabile, non condivisa dalle organizzazioni sindacali, che nel confronto con la Regione hanno affermato che l'aumento delle rette a carico dell'utenza era possibile solo se legato alle nuove regole che si stanno discutendo con la Regione stessa sull'accreditamento socio sanitario. Inoltre abbiamo sempre affermato che un possibile aumento avrebbe dovuto essere contenuto e quindi ben al di sotto di quello che la Regione ha deliberato, perché le condizioni sociali delle famiglie in questi anni di crisi economica, prezzi energetici alle stelle, inflazione a due cifre, pensioni e stipendi bloccati, sono peggiorate". 

Da qui all'interrogativo: "Era davvero necessario procedere in questo modo e dare un colpo alle tasche delle persone ricoverate o delle loro famiglie con un aumento che per gli anziani costa 123 euro al mese senza nessuna garanzia di migliorare la qualità dei servizi?", e alla proposta "di valutare l'introduzione dell'Isee al fine di graduare un possibile aumento in base alle condizioni economiche degli ospiti ricoverati e delle loro famiglie e delle loro famiglie nel caso compartecipi", e alla considerazione "che sia necessario riproporre il tema per creare maggiore equità ed evitare fenomeni crescenti di morosità: gli Enti locali non hanno nulla da dire sull’aumento delle rette?".

I sindacati hanno concluso che si tratta di "una decisione grave, che mette in discussione il corretto svolgimento del confronto con le organizzazioni sindacali che non si sono mai sottratte a un confronto di merito al fine di migliorare la qualità dei servizi e salvaguardare la condizione delle famiglie, compresa la necessità di aumentare la risposta complessiva ai bisogni della popolazione anziana e disabile. Sappiamo delle numerose pressioni dei gestori privati che hanno visto aumentare i costi di gestione, ma era necessario trovare un punto di equilibrio richiamandoli anche alla loro responsabilità sociale. Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali valuteranno le forme e i modi per manifestare ulteriormente il proprio dissenso contro questo atto unilaterale che avrebbe dovuto essere più equilibrato e più equo in una prospettiva di qualificazione del sistema socio sanitario".

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