Salute

Sla, in provincia di Ferrara 2-3 nuovi casi per 100mila abitanti all'anno

La ricorrenza del 'Global Day' è finalizzata a sensibilizzare i cittadini sul tema

Venerdì 21 giugno si celebra il 'Global Day', la Giornata mondiale della Sclerosi laterale amiotrofica. Una malattia rara, che ogni anno in Italia colpisce circa 1000 persone e tanto impatta sulla vita dei malati e delle famiglie.

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Nella provincia di Ferrara l'incidenza della malattia si attesta sui 2-3 nuovi casi per 100mila abitanti all'anno, in linea con i dati del registro regionale, istituito nel 2010. Qualche anno dopo, esattamente nel 2013, la Regione Emilia-Romagna ha emesso un documento di indirizzo per l'assistenza al paziente con Sla, identificando nell'Unità operativa di Neurologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara il centro di riferimento per la provincia. 

Sulla scia di queste direttive regionali, nel 2018 è stato deliberato dalle due Aziende sanitarie ferraresi il Pdta della sclerosi laterale amiotrofica con lo scopo di migliorare l'appropriatezza delle cure dei pazienti anche attraverso una maggiore integrazione ospedale-territorio e tra servizi sanitari e sociali. Assisla Onlus si occupa dell’assistenza delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica e delle loro famiglie, mediante la predisposizione di servizi di assistenza domiciliare, supporto del nucleo familiare e interventi su problemi specifici. 

La Sla è una patologia neurodegenerativa che riguarda il sistema motorio e determina una progressiva perdita di forza e di massa muscolare a carico di tutti i muscoli volontari, compresi quelli respiratori. A oggi non esiste una terapia in grado di fermare la malattia, sebbene la ricerca stia concentrando grossi sforzi in termini di trial clinici e ottime prospettive sembrano derivare dalla terapia genica. 

A tale proposito, nel 2024 è stata approvata dall'Ema l'immissione in commercio di un farmaco registrato per i pazienti affetti da una forma genetica di Sla, legata alla mutazione del gene SOD1. Trattasi di una piccola percentuale di pazienti, ma comunque questo getta le basi per possibili applicazioni future di farmaci analoghi chiamati oligonucleotidi antisenso anche in altre forme genetiche di Sla, che rappresentano circa il 15% della totalità. 

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