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Sisma del 2012, la Regione ricorda il terremoto del 20 e 29 maggio

In Emilia-Romagna le scosse colpirono da Modena a Ferrara. I numeri della ricostruzione

Dalle 20mila abitazioni ripristinate alle 570 scuole ristrutturate o costruite ex novo, fino a 6.800 piccole attività commerciali e artigiane rese nuovamente agibili, così come 3.359 aziende industriali e agricole e altre 2.155 imprese che hanno messo in sicurezza i propri stabilimenti o spazi di produzione. Senza trascurare circa 1.200 interventi già conclusi, e un nuovo bando in corso, nei centri storici per la riqualificazione o nuove aperture di botteghe, uffici, attività artigianali e professionali nonché 371 chiese riaperte al culto.

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Sono i numeri di quanto è stato realizzato in Regione, dopo il terremoto del 20 e 29 maggio del 2012, attraverso l'impegno comune di istituzioni e cittadini. Proseguono i lavori per completare la realizzazione del Piano delle opere pubbliche e dei beni culturali, quelli più complessi per i vincoli storici e architettonici. La Regione Emilia-Romagna ha ricordato i giorni delle scosse del 20 e 29 maggio 2012 e i durissimi mesi che seguirono, sottolineando che "oggi i numeri ribadiscono l’enorme lavoro svolto, con un investimento complessivo pari a 7,07 miliardi di euro concessi e 6,12 miliardi liquidati. Grazie all'impegno condiviso fra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali, cittadinanza".

Intanto, proseguono i lavori per completare la realizzazione del Piano delle opere pubbliche e dei beni culturali, condiviso con Soprintendenze e autorità ecclesiastiche, più complessa anche per i vincoli storici e architettonici esistenti. La Regione ha evidenziato che "negli ultimi 2-3 anni si è dovuto fare i conti con un aumento imprevedibile dei prezzi delle materie prime che ha impattato fortemente sugli interventi della ricostruzione e per il quale è stato richiesto e ottenuto uno stanziamento aggiuntivo di 10 milioni di euro per la ricostruzione pubblica che nel corso del 2023 ha permesso di sbloccare cantieri e lavori per oltre 130 milioni di euro".

Uno stanziamento di risorse necessarie rese disponibili a fine 2023, in virtù del quale "nel febbraio 2024 si è resa efficace anche l’ultima linea di finanziamento in favore degli edifici privati oggetto di vincolo diretto della Sovrintendenza che fino a oggi non avevano trovato spazi di finanziamento. Il programma di finanziamento destina più di 47 milioni di euro a circa 50 edifici di interesse storico e culturale di proprietà privata che non abbiano già ricevuto fondi dal Commissario. La disciplina del finanziamento prevede, a fine lavori, la sottoscrizione di un accordo, mediante una convenzione con il proprietario, per garantire la fruibilità pubblica del bene per restituirlo alla comunità nelle forme possibili".

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