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Domenica, 14 Aprile 2024
Guardia di Finanza

'Bonus facciate', truffa ai condòmini: sequestro da 250mila euro

Operazione delle Fiamme Gialle: al vaglio le posizioni di amministratore e legale

Ancora i furbetti del ‘Bonus facciate’. Protagonista dell’ennesimo episodio una società con sede nel Ferrarese (e operante nel settore delle ristrutturazioni edili), alla quale la Guardia di Finanza di Bologna ha sequestrato 250mila euro di crediti d’imposta. L’attività di indagine è partita dalle rimostranze di alcuni condòmini di un complesso situato nel capoluogo felsineo in occasione di un cantiere.

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Secondo la ricostruzione delle fiamme gialle, dopo la stipula del contratto di appalto che prevedeva l’applicazione del ‘Bonus facciate’ con spesa a carico dello Stato per il 90% e per il rimanente 10% a carico dei condòmini, questi ultimi nei mesi successivi hanno rilevato il mancato avvio delle attività da parte della società appaltatrice, sollecitando senza successo l’amministratore di condominio, salvo poi apprendere dell’affidamento in subappalto dei lavori ad una nuova società.

L’intervento dei finanzieri del secondo nucleo operativo metropolitano di Bologna ha avuto come focus la genesi della società appaltatrice, risultata essere stata costituita appena una settimana prima dell’assemblea condominiale che aveva approvato il preventivo dei lavori, nonché la verifica dei presupposti per accedere ai bonus edilizi.

“Cruciale per lo sviluppo della vicenda – sottolineano le Fiamme gialle - è risultato il ruolo dell’amministratore di condominio, il quale avrebbe indotto in errore i condòmini favorendo l’approvazione del preventivo prodotto dalla società, pur consapevole della sua recente costituzione, nonché della carenza di comprovata esperienza nel settore. Inoltre, nonostante l’evidente inadempienza contrattuale della società appaltatrice, lo stesso amministratore avrebbe disposto la cessione del credito d’imposta a favore della società subentrata, inserendolo nell’apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate”.

L’attività investigativa della Guardia di Finanza ha, quindi, delineato le ipotesi di responsabilità penali dell’amministratore di condominio e del legale rappresentante della società aggiudicataria dell’appalto, con riferimento ai reati di truffa nei confronti dei condòmini e di tentata truffa ai danni dello Stato (quest’ultima scongiurata grazie al sequestro dei crediti d’imposta disposto dall’Autorità Giudiziaria per evitarne l’indebito utilizzo o la cessione a terzi).

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