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Lunedì, 15 Aprile 2024
Società

Scuola di Sviluppo territoriale, ripartite le lezioni agli allievi

Nei giorni scorsi, il protagonista è stato il direttore generale del Comune

Cultura amministrativa, visione prospettica e capacità organizzativa. Le attività della Scuola di Sviluppo territoriale sono ripartite, nel pomeriggio dello scorso venerdì 12 gennaio, con la lezione tenuta agli allievi dal direttore generale del Comune di Ferrara, Sandro Mazzatorta. Una carrellata sugli articoli della Costituzione che definiscono il perimetro delle competenze delle autonomie locali, il ruolo degli amministratori pubblici nella loro "funzione temporanea e di servizio" e gli organi che governano e orientano l'attività degli enti locali.

Dal Consiglio Comunale "che stabilisce l'indirizzo e controlla l'operato di sindaco e Giunta", fino alla definizione del primo cittadino nel suo ruolo istituzionale. La metafora scelta da Mazzatorta per declinarne il ruolo è quella del "comandante di una nave", con la Giunta composta dagli assessori, definiti come "collaboratori del sindaco, designati per sviluppare assieme a lui determinate politiche". 

Ma, al di là della contestualizzazione amministrativa, nella sua lezione alla Scuola di Sviluppo – l'iniziativa promossa da Confcooperative assieme a Cna Ferrara, Confartigianato, Confagricoltura, Confindustria Emilia Area Centro, Legacoop Estense, Emilbanca e Fondazione Navarra per tentare di formare la classe dirigente del futuro, Mazzatorta si è soffermato sull'assenza di classe dirigente nel territorio. "Questa scuola – ha commentato il direttore generale – rappresenta un'iniziativa davvero strategica per il nostro territorio, a maggior ragione a fronte di una rarefazione, in tantissimi settori, di classe dirigente. Una mancanza che, evidentemente, colpisce anche gli enti locali e il Comune di Ferrara". 

Di qui l'esortazione ai ragazzi a "intraprendere, magari temporaneamente, un'esperienza lavorativa all'interno della pubblica amministrazione". Anche per capire che "non esiste, in realtà, la cesura netta tra tecnica e politica, in particolare in un ente locale. Sono due dimensioni che, nella complessità amministrativa, devono necessariamente essere interconnesse", ha aggiunto Mazzatorta. A proposito di reclutamento della classe dirigente, il direttore generale ha sottolineato che in qualche misura la Scuola di sviluppo "in parte sopperisce anche a una grave mancanza del sistema universitario italiano, che si concentra solamente nel dispensare titoli di studio, ma non nella formazione della classe dirigente", concludendo "la principale causa di questa desertificazione di esperienze e competenze, deriva dalla sostanziale assenza dei partiti e soprattutto dalla scomparsa delle scuole di partito". 

Il direttore generale rappresenta, da questa prospettiva, un 'prodotto' della prima Repubblica, durante la quale "ho imparato ad avere un approccio, nello svolgimento di questo incarico, che coniugasse al meglio il piano tecnico e l'indirizzo politico degli amministratori per cui lavoro", sottolineando "manageriale: in Comune, come in un'azienda". A questo proposito, il presidente della Scuola Ruggero Villani ha aggiunto che "la Scuola nasce da un impulso del mondo produttivo, ma è necessario che i ragazzi prendano coscienza della complessità anche della macchina amministrativa, che deve agire in continuo dialogo con le imprese. Questa, è visione strategica".

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