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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Il concetto di sviluppo tra presente e futuro, a lezione da Patrizio Bianchi

L'ex ministro è intervenuto durante la quarta tappa della Scuola di Sviluppo Territoriale

Il concetto di sviluppo, declinato sul piano sociale, economico e umano. Al centro, la costruzione della comunità tenendo a mente di essere immersi in un mondo “in continua e rapidissima evoluzione”. Patrizio Bianchi, ex ministro, già rettore di Unife e titolare della cattedra Unesco, scolpisce i concetti. Li mette in fila e fornisce ai ragazzi una chiave di lettura per capire il presente e proiettarsi al futuro in maniera consapevole.

È lui l’ospite della quarta tappa della Scuola di Sviluppo Territoriale, il progetto formativo dedicato agli studenti delle scuole superiori ferraresi che Confcooperative Ferrara sta realizzando assieme ad alcune associazioni di imprese (Confartigianato, Cna, Confagricoltura, Confindustria, Legacoop) e alla Camera di Commercio di Ferrara-Ravenna, aperta da Stefano Alvisi, docente Unife e delegato all’orientamento in entrata dell’ateneo.

Dopo un excursus storico-economico sul fenomeno della globalizzazione – dalla caduta del muro di Berlino all’avvento di internet – Bianchi torna a parlare del territorio estense. O meglio della dimensione nella quale va immaginato il nostro contesto. “La visione – spiega – deve essere globale, aperta. Non è ammissibile pensare di chiuderci in noi stessi. Le risorse di questa realtà, possono assumere una portata globale”.

Certo, i dati macroeconomici e demografici della provincia estense non prospettano un avvenire particolarmente incoraggiante. Ed è per questo che, secondo il docente, occorre lavorare per “salvaguardare e difendere il concetto di comunità”. Superando, in questo senso, l’illusione che si ebbe all’indomani del 1989 “mai più guerre e il mercato come ente regolatore di tutti i meccanismi”.

Dalla dimensione nazionale a quella internazionale, Bianchi fa leva sulla necessità di “ancorarsi sempre di più all’Europa”. Il Vecchio Continente che in questo momento “appare stanco deve trovare una rinnovata unità, in particolare sui temi strategici come la politica estera e la difesa". Echeggiano, nelle parole dell’ex ministro all’Istruzione, le massime di Altiero Spinelli e di chi diede anima e gambe al progetto europeo.

Per formazione e occasione, Bianchi si spinge ad alcune osservazioni legate ai luoghi di formazione. “La scuola – conclude – deve essere un luogo inclusivo, aperto e affettuoso. Deve preparare i giovani al futuro. La scuola è uno straordinario motore per la crescita del territorio”. E, in questo senso, la Scuola di Sviluppo deve avere tra le priorità, quella di “preparare i giovani ad affrontare i conflitti e deve saper fornire gli strumenti per risolvere i problemi che si profilano all’orizzonte nel prossimo futuro”.

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