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Domenica, 14 Aprile 2024
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'Juno', l'esperimento di rilevazione degli antineutrini riunisce ad Unife scienziati provenienti da tutta Europa e dall'America

Il meeting prevede sessioni plenarie e numerose sessioni parallele dedicate al calcolo distribuito

Un acronimo che racchiude un esperimento legato alla rilevazione di antineutrini. Si chiama 'Juno', da 'Jiangmen underground neutrino observatory', il meeting europeo-americano in programma fino a venerdì, nell'aula magna del Rettorato dell'Università. Un appuntamento internazionale legato al più grande rivelatore al mondo di antineutrini in costruzione in Cina. Quasi un'ottantina, fra scienziate e scienziati provenienti dai due continenti, il 40% dei quali di età inferiore a 35 anni, presenteranno lo stato d'avanzamento dell'immenso impianto e confronteranno i dati ottenuti da simulazioni numeriche, in attesa dell'inizio delle misure previste nei primi mesi del 2024.

Tra gli organizzatori del convegno, il docente Fabio Mantovani, responsabile locale dell'esperimento 'Juno', e Virginia Strati, del dipartimento di Fisica e scienze della Terra. In virtù del know-how sviluppato anche dall'esperimento Borexino nei laboratori nazionali del Gran Sasso, la comunità scientifica cinese ha investito quasi mezzo miliardo di dollari per costruire un gigantesco strumento di misura delle proprietà degli antineutrini prodotti da reattore, dalla radioattività terrestre e da esplosioni stellari, nonché dei neutrini prodotti dal sole. Si tratta di un contenitore di 20mila tonnellate di liquido scintillante posto 750 metri sotto terra e circondato da più di 40mila sofisticate macchine fotografiche, chiamate fotomoltiplicatori, in grado di catturare la flebile luce emessa dal passaggio dei neutrini.

La sezione dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare di Ferrara è direttamente coinvolta in questa impresa scientifica. "Si tratta dell’ennesima dimostrazione che in Italia abbiamo competenze nel campo della fisica delle particelle apprezzate e richieste a livello internazionale. Il fatto che questo meeting si organizzi nella nostra città ci rende orgogliosi, a testimonianza dell'importante contributo all'esperimento del gruppo ferrarese", ha commentato il docente Roberto Calabrese, direttore della sezione ferrarese dell'Istituto. 

Da quasi 9 anni l’Infn e l'Università di Ferrara stanno investendo con attrezzature e borse di dottorato per rinforzare la leadership soprattutto negli impianti di purificazione di liquidi scintillanti e nello studio dei geoneutrini, ovvero gli antineutrini prodotti dall'uranio e il torio presenti nella Terra.

"E' estremamente stimolante far parte di una collaborazione scientifica composta da centinaia di scienziati che, indipendentemente dalla loro nazionalità, lavorano per costruire un esperimento unico al mondo. Questo meeting è un’opportunità unica soprattutto per i giovani italiani che vogliono crescere confrontandosi con i loro coetanei stranieri", ha aggiunto il docente Fabio Mantovani. Il meeting prevede sessioni plenarie e numerose sessioni parallele, soprattutto dedicate al calcolo distribuito e alle ricostruzioni Monte Carlo. 

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