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Giovedì, 22 Febbraio 2024
L'intervista

Il presente intreccia la storia: in uscita 'Il clan del cigno nero' di Stefano Borgatti

Il nuovo romanzo dell'autore originario di Alberone sarà pubblicato all'inizio di dicembre

Un romanzo che si costituisce come un ping-pong tra il presente e un passato lontano legato a figure storiche di rilievo come Attila e il popolo romano. Il libro in questione si chiama 'Il clan del cigno nero', scritto dall’autore Stefano Borgatti che ha specificato alcuni dettagli sulla nuova pubblicazione, sui progetti futuri e sulla sua attività di scrittore.

A breve uscirà il suo ultimo libro, 'Il clan del cigno nero', di cosa tratta?
“Diciamo che è da considerarsi un sequel del libro precedente, 'Grosso guaio a Casal Borsetti', terminato con un finale aperto. Si rimane a Casal Borsetti, luogo del primo romanzo, e il tutto si sviluppa come fosse un ping-pong tra passato e presente. Un capitolo si svolge nel presente, mentre un altro nel passato. I due momenti sono collegati in quanto, a un certo punto del libro, i protagonisti si accorgono di aver avuto degli alter ego in un momento storico precedente molto lontano. Una parte della storia, infatti, è ambientata nel 452 d.C. a Ravenna e dintorni, precisamente nel momento storico in cui Attila giunge in Italia, mentre l’altro è collocata a Casal Borsetti ai giorni nostri”.

A cosa allude il titolo?
“Il titolo allude a questo clan del cigno nero, ovvero un gruppo che faceva parte dell’esercito di Attila. Tuttavia, il nome di questo clan è di totale invenzione, non c’è mai stato realmente. Io l’ho scelto solo per dare continuità alla storia precedente: nel primo libro, infatti, il pericolo era rappresentato da questo cigno nero e così gli ho voluto dare un seguito”.

A che genere appartiene il romanzo?
“Potrei dire che si tratta di un thriller-fantasy, a tratti anche comico-umoristico. Infatti, entrambi i romanzi si ispirano ai 'Delitti del Barlume'”.

Da dove nasce l’idea del suo libro?
“Nasce da un’amicizia più che altro. I protagonisti altro non sono che gli alter ego della mia compagnia di amici, me compreso. Tuttavia, il primo libro è nato un po’ per caso: era il periodo post pandemia e volevo scrivere qualcosa che potesse permettere di oltrepassare quei momenti bui ridendoci un po’ sopra. Inizialmente scrissi un racconto abbastanza lungo poi un amico, Marcello Vincenzi, mi diede una mano a continuarlo e così scrivemmo a quattro mani. Il secondo romanzo, invece, l’ho scritto interamente da solo e nasce un po’ da un’intuizione: mio figlio stava guardando un film ambientato in epoca romana e di lì mi venne l’idea di ambientare il testo in quel determinato periodo storico, anche perché il nome 'Romagna' deriva pur sempre da Roma. Infatti, quando quest’ultima cadde i romani si rifugiarono a Ravenna, di qui l’etimo Romagna ovvero 'terra dei romani'. Tutto questo mi intrigava e poi ho anche trovato una storia su Attila connessa a quel periodo romano specifico”.

Quando uscirà la sua opera?
“Tra la fine del mese di novembre e l'inizio del mese di dicembre. Si potrà già trovare online e poi, su richiesta, anche nelle librerie”.

In che momento della vita ha deciso di scrivere?
“Qualcosa l’ho sempre scritto, sin da quando ero ragazzo. In quel momento di vita realizzai un paio di commedie divertenti ambientate ad Alberone di Cento, il mio paese d’origine”.

Quali temi affrontano i suoi libri?
“Direi che una tematica che traspare da tutti i libri è quella dell’antieroe che, per diverse ragioni, finisce per diventare eroe per caso, quasi inconsapevolmente”. 

Ha già in mente qualcosa per il prossimo romanzo?
“Sicuramente. Anzi, l’idea è già in fase di sviluppo, sono già ai due terzi della stesura del terzo capitolo della trilogia. Il libro sarà ambientato in parte ad Alberone di Cento e in parte sempre nel passato, nel 1099 d.C., epoca della prima crociata. I due aspetti sono collegati in quanto in quel periodo storico, ad Alberone, comandava la famiglia dei Canossa. Questa storia è anche legata alla tematica della partecipanza e si chiamerà, appunto, 'Albaretum'”. 

Una volta conclusa la trilogia si sposterà verso altri orizzonti letterari?
“Penso di avere avuto una maturazione letteraria effettiva solo un paio di anni fa in fondo, quindi ho ancora molto da studiare e imparare. Mi piacerebbe creare un personaggio diverso più che altro, magari un investigatore privato un po’ sfortunato, pur essendo comunque una tipologia di carattere già molto abusata. Dunque, direi che il genere giallo potrebbe essere un’idea. Ciò che, in ogni caso, rimarrà stabile sarà la tematica dell’antieroe che considero fondamentale”.

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