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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Ridotto del Comunale, il duo Chemin e Somenzi alle prese con Brahms, Debussy e Šostakóvič

Il programma dell'evento contempla tre capolavori del repertorio originale per due tastiere

Congedata la parte di rassegna dedicata agli allievi del Conservatorio, nella mattina di domenica 10 dicembre alle 10.30 continua al Ridotto del Teatro Comunale 'Claudio Abbado' l'edizione 2023 di Ferrara Duo Piano Festival. A costituire il primo duo professionista Muriel Chemin e Massimo Somenzi, pianisti e didatti dal ricco e prestigioso curriculum internazionale: il loro programma contempla tre capolavori del repertorio originale per due tastiere. 

Ad aprire l'appuntamento la 'Sonata in fa minore opera 34b' di Brahms. E' la seconda tappa del percorso di quest'opera verso la sua forma definitiva di Quintetto per pianoforte, uno dei monumenti della produzione cameristica di tutte le epoche. Brahms la compose nel 1862 come quintetto d'archi, rielaborandola due anni dopo, quando ebbe bisogno di qualcosa da suonare con Tausig a due pianoforti per un concerto a Vienna. La composizione si apre con un tema apparentemente incerto, ma di grande impatto. Forza e lirismo si alternano fino al secondo movimento, per il quale basta citare Clara Schumann: "Che Adagio! Con quanta estasi canta e suona dall'inizio alla fine!". Segue uno Scherzo serioso, contrastato da un Trio esultante. Il finale chiude con decisione la Sonata, iniziando con un'introduzione lenta e densa prima di lanciarsi senza freni nell'Allegro conclusivo. 

Il secondo brano in programma sarà 'En blanc et noir'. Composto da Debussy nel 1915, è quasi un commento sonoro alla prima guerra mondiale, nonostante l'autore precisasse che i movimenti "traggono il loro colore e il loro sentimento semplicemente dalla sonorità del pianoforte". L'ultimo movimento, dedicato a Stravinsky, riunisce la varietà di trame e motivi impiegati nei primi due. 

Il recital del duo Chemin-Somenzi avrà termine con la 'Suite in fa diesis minore opera 6' di Šostakóvič, un piccolo capolavoro in stile ancora tardoromantico. Scritta a San Pietroburgo all'età di quindici anni, si apre con un preludio straziante, grondante di magniloquenza russa. La Danse fantastique ricorda più che vagamente il famoso Preludio opera 23 numero 5 di Rachmaninov. Segue un lungo Notturno interrotto nel suo climax da un inserto della tonalità e del tema del Preludio. Il movimento finale anticipa nel ritmo e nell'ambiguità tonale alcune di quelle che si riveleranno essere le caratteristiche più mature del suo autore. La coda presenta ancora una volta la ripresa del Preludio.
 

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