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Sociale

'Ricreazione', dal rischio di marginalità sociale all'inclusione attraverso il cibo

Gli otto ragazzi coinvolti hanno preparato la merenda a nove classi dell'Istituto Einaudi

Valorizzare l'elemento del dono e dello scambio, come obiettivo di inclusione di ragazzi in età scolastica a rischio marginalità sociale a causa di disabilità o problemi comportamentali. Dalla cucina sociale dell'associazione Opere Carità Aps di via Pergolato è partito il rilancio di otto ragazzi che, negli ultimi due mesi, sotto la supervisione di un team di cinque persone fra tutor ed educatori, hanno messo in piedi un vero e proprio servizio di ricreazione.  Nel dettaglio, hanno preparato la merenda di metà mattina a 250 ragazzi di 9 classi dell'Istituto Einaudi, dell'indirizzo 'Servizi per la sanità e l'assistenza sociale'. Un progetto, dal nome 'Ricreazione', portato avanti dall'associazione Opere di Carità con il contributo di 20mila euro dell'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Ferrara. La cifra è stata assegnata nell'ambito dell'ultimo bando dedicato a sostenere alcune progettualità messe in campo dagli enti del Terzo settore. 

"Riuscire a fare inclusione vera - ha sottolineato l'assessora comunale alle Politiche sociali Cristina Coletti - attraverso idee e azioni che diano effettivamente modo ai beneficiari di valorizzarsi e sviluppare le proprie abilità non è scontato. La crescita personale è l'elemento comune che unisce gli 8 ragazzi che hanno avuto occasione di misurarsi in cucina e gli altri 250 che hanno beneficiato della restituzione del cibo. Costruire unità e solidarietà dal basso, coinvolgendo direttamente gli studenti, aggiunge grande valore al progetto, per il quale ringrazio tutti coloro che hanno attivamente contribuito per il buon esito dello stesso, a partire dal presidente di Opere di Carità Giuseppe Salcuni, gli educatori, gli allievi e i professori dell'Istituto Einaudi che hanno partecipato con attenzione e sensibilità". 

Gli insegnanti hanno infatti segnalato i ragazzi più idonei a partecipare ai laboratori, i quali dopo essere stati in cucina a preparare e confezionare le merende ritornavano in classe per restituirle ai loro compagni. Gli alunni, parallelamente, sono stati preparati sull'importanza della cultura del dono, e così il momento della merenda si è trasformata in gioia collettiva, impreziosita ogni volta dalle note del pianista Marcelo Cesena. "Il primo aspetto che mi ha colpito - sottolinea Giuseppe Salcuni, presidente dell'associazione Opere di Carità - è l'apertura di tutta la comunità scolastica dell'Einaudi, che ha dimostrato un'attenzione non scontata per i ragazzi in difficoltà. La cosa più bella è stata vedere le reazioni dei ragazzi che ricevevano lo spuntino. Per loro la merenda era buona perché conoscevano il donatore". La tutor Giulia Tiozzo Bon ha aggiunto che "se il ragazzo fa esperienza positiva è poi disposto al dono".

"L'idea - ha evidenzato Marianna Fornasiero, dirigente scolastica dell'Istituto Einaudi - è partita per sostenere alcuni ragazzi impiegandoli in progetti utili a tutta la comunità. Speriamo possa essere l'inizio di una lunga collaborazione, che riesca sempre più a far coincidere l'inclusione all'ambito laboratoriale tipico della nostra scuola". Negli incontri svolti, gli studenti si sono avvicinati alla cultura del dono del cibo e una sessantina di loro ha partecipato attivamente, in veste di volontario, alla Giornata della colletta alimentare. Fra l'entusiasmo generale, l'idea dell'associazione e della scuola è dare continuità al progetto istituendo un servizio merenda più stabile.

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