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L'indagine

Retribuzione media: Ferrara scende di tre posizioni nella classifica nazionale

Il report è stato stilato dall'Osservatorio JobPricing: i dati, con il confronto regionale

L’Osservatorio JobPricing ha svolto, come ogni anno, il report Jp Geography Index 2023: si tratta, in breve, della classifica relativa alla retribuzione media rilevata nelle 107 province italiane, la quale ha l’obiettivo di far luce sulle retribuzioni relative all’intero territorio italiano, individuando un valore di riferimento per ciascuna provincia. Nel dettaglio, il report contiene la graduatoria retributiva delle 20 regioni italiane e la graduatoria delle 110 province, suddivise in 3 “fasce di merito”. 

Ferrara non spicca

Se si guarda la posizione della nostra città, non si sono fatti grossi passi in avanti rispetto allo scorso anno: Ferrara ha fatto un balzo indietro rispetto al 2022 scivolando, anche se di poco, dalla 45esima alla 48esima posizione a livello nazionale, con una Rga media di 29.253 euro. La retromarcia ferrarese si fa sentire, soprattutto se si considera la classifica regionale dell’Emilia-Romagna: Parma si conferma la città con le retribuzioni più elevate, mantenendo saldo il 6° posto con una media di 32.622 euro; segue il capoluogo Bologna con 32.557 euro, scalato in avanti in classifica dal 10° al 7° posto.

Vi sono poi altri centri altrettanto importanti come Piacenza, Reggio-Emilia e Modena, i quali presentano, rispettivamente, retribuzioni pari a 32.254 euro, 31.876 euro e 31.629 euro. A chiudere la classifica regionale vi sono Rimini e Forlì-Cesena, con retribuzioni medie pari a 28.946 euro e 28.544 euro. 

La media nazionale

Per Ferrara si è detto non troppo bene, ma è comunque da considerare la media nazionale pari a 30.830 euro, il che vuol dire che non siamo poi così sotto la soglia della sufficienza e che la prima posizione occupata da Milano con 33.452 euro di Rga media non è poi così inarrivabile.

Le dichiarazioni del segretario generale

Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna, ha riferito che “dobbiamo valorizzare le vocazioni industriali di ogni territorio, sostenendo le filiere e promuovendo percorsi formativi mirati a soddisfare le esigenze professionali delle aziende”, e ha aggiunto che “in questa fase, sindacati, imprenditori e Istituzioni debbono agire congiuntamente superando le attuali disuguaglianze tra le diverse province e valorizzando ogni territorio in base alle sue specifiche caratteristiche industriali ed economiche”.

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