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Punto nascite, Lega: "In Commissione dopo un anno dalla raccolta firme"

Secondo gli esponenti del Carroccio dalla Giunta sono arrivate "risposte fumose"

“Mi sarei aspettato un impegno chiaro della Giunta o, comunque, qualche traccia di programmazione, invece delle solite scuse che servono solo a giustificare la mancata riapertura del Punto Nascite dell’ospedale di Cento e i dubbi sul futuro del plesso”. Il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, non nasconde un certo disappunto per quanto emerso dalla Commissione Sanità di viale Aldo Moro.

“Dove una petizione popolare sostenuta dalla Lega e dai suoi alleati è stata calendarizzata quasi un anno dopo, nonostante le oltre 7mila firme raccolte – riprende -. Del resto, la disaffezione della Giunta regionale per il nosocomio centese si misura anche dal silenzio sul destino del Punto Nascite, la cui proroga della sospensione era in scadenza il 31 dicembre, mentre nei giorni scorsi abbiamo assistito ancora a guai non nuovi: personale che con pezze e misure tampone si è dovuto arrangiare per fare fronte alle solite infiltrazioni avvenute dopo le prime piogge dell’anno nei locali dell’ospedale e che hanno causato disagi per la parte diagnostica radiologica. Lo stesso ospedale dove ormai si deve fare di necessità virtù a fronte della carenza di personale”.

In commissione, Bergamini ha rilanciato sulla necessità di potenziare pronto soccorso e servizi ospedalieri, ma anche su di un progetto riguardante la ‘Casa della Maternità’, destinata “a restituire valore e il diritto di nascere a Cento per i suoi cittadini”, ma sul quale “la Giunta non si esprime”. Sul tema ha rincarato la dose anche il segretario centese del Carroccio, Luca Cardi.

“A chiacchiere il Pd centese, capitanato dal sindaco Accorsi, ha detto di voler sostenere il nostro ospedale – conclude Cardi -. Peccato che nei fatti il Pd regionale li abbia smentiti, votando un documento che non contiene un impegno serio a riaprire il punto nascite ma solo la solita lista di motivazioni per cui rimane sospeso. Il presidente Bonaccini si è ricordato di Cento solo quando doveva sostenere Accorsi in campagna elettorale, mentre oggi il suo assessore Donini non ha nemmeno ritenuto di venire a relazionare in commissione”.

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