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Storia

Una pubblicazione ricorderà Giulio Gatti Casazza, ferrarese d'adozione che diresse il Metropolitan Opera House

Lo storico dell'arte Lucio Scardino racconta del suo sostegno all'apertura del Museo della Cattedrale

Ritenuto il 'primo manager dell'opera', guidò il Teatro Comunale di Ferrara e giunse a dirigere il Metropolitan Opera House di New York, tanto da passare alla storia per esserne stato il direttore più longevo, oltre che il principale artefice del successo internazionale. Una pubblicazione edita dal Comune ricorderà Giulio Gatti Casazza, nato a Udine il 3 febbraio 1869 e morto a Ferrara il 2 settembre del 1940. Dei filmati storici della sua presenza nel dietro le quinte, nei suoi uffici, agli spettacoli, a fianco degli artisti esiste un'importante traccia sul web, con preziosi documenti di quegli anni.

Un 'ferrarese di adozione' legatissimo alla città estense tanto che, come scritto dallo storico dell'arte Lucio Scardino nella pubblicazione redatta con il sostegno del Rotary Ferrara Est distretto 2072  e relativa al 'Mito universale di Ferrara', fu anche un benefattore culturale, riuscendo ad attirare l'attenzione e l'impegno di mecenati internazionali per sostenere anche l'apertura del Museo della Cattedrale. Uno dei facoltosi filantropi a cui fece conoscere la ricchezza del patrimonio di Ferrara fu Otto Kahn, banchiere americano di origini tedesche,  collezionista, filantropo e mecenate, definito il 're di New York', che risulta tra i primi finanziatori del Museo della Cattedrale, istituito nel 1929 attraverso una convenzione tra Comune, Curia e, appunto, ai contributi giunti da facoltosi imprenditori.

"Gatti Casazza compone a pieno titolo la lista dei tanti ferraresi che hanno 'conquistato' il mondo, portando il 'mito di Ferrara' all’attenzione internazionale. Ci piace ricordarlo oggi, nell’anniversario della sua nascita, e  con una pubblicazione di prossima uscita che ricorda il contributo straordinario che diede alla città. Ringrazio il professor Scardino per le analisi e le ricerche che ha condotto a riguardo e il Rotary per aver creduto con noi in questa operazione di valorizzazione storica e culturale", ha commentato l'assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli.

Le vicende biografiche di Giulio Gatti Casazza raccontano che, rimasto vedovo, dopo le seconde nozze con l'étoile Rosina Galli, scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua vita proprio nella città estense, fino alla morte, il 2 settembre 1940. Gatti Casazza era il figlio di un senatore garibaldino, Stefano (che partecipò alla spedizione dei Mille combattendo a Calatafimi, a Palermo e nel decisivo scontro sul fiume Volturno) e fratello dell'ingegnere Giuseppe, antiquario e collezionista di arte. 

Celebratissimo negli Stati Uniti (nei suoi lunghi anni americani il Time gli dedicò due copertine), il suo modello di efficienza amministrativa nella gestione teatrale è testimoniato dal raggiungimento dell Metropolitan, che versava in condizioni difficili, di un livello di eccellenza mondiale nell'ambito dei teatri d'opera. Gli anni che vanno dal 1908 al 1935 furono gli anni d'oro del teatro newyorkese: vennero messe in scena oltre 160 opere e divenne comune l'esecuzione in lingua originale. A raccontare le esperienze di una vita di è la sua autobiografia, dal titolo 'Memories of the Opera', tradotta e pubblicata in Italia nel 2013 da Alberto Triola (Giulio Gatti Casazza. Una vita per l'Opera, con prefazione di Peter Gelb). 

"Nemmeno il più grande genio sarebbe in grado di cambiare la natura delle cose e di impedire al Teatro di essere un grande servizio pubblico; i suoi due volti, quello artistico e quello economico, devono essere sapientemente armonizzati, per garantire la sopravvivenza di un organismo che è sì schematico, ma non di meno vivo", le sue parole.

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