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Sabato, 13 Aprile 2024
Salute / Centro Storico / Via Castelnuovo, 10

Disturbi alimentari, la sensibilizzazione passa attraverso il 'Progetto Viola'

Nell'arco di un'intera giornata sarà organizzato un laboratorio specifico sul tema

Laboratori sensoriali per combattere i disturbi alimentari. E’ quanto sarà organizzato martedì 19, alle 15, all’ex Teatro Verdi di via Castelnuovo, grazie all’impegno di due studentesse Unife che collaborano con la startup ‘Dici.Alice’. Un percorso che si intitola 'Progetto Viola: riscoprire il piacere del cibo'.

Come nasce il progetto

Si tratta, di fatto, di una iniziativa rivolta ai pazienti e ai familiari delle persone che soffrono di disturbi alimentari che ha come obiettivo quello di avvicinare le pazienti al piacere durante il momento del pasto. Il progetto nasce dall'esperienza di Federica Grandi che in prima persona ha sofferto di disturbi del comportamento alimentare e, durante il ricovero, ha vissuto il riavvicinamento al cibo come un obbligo e una necessità per vivere. Da qui il suo progetto di tesi che unisce il design e la terapia sensoriale per pazienti dca.

Musicoterapia

Ascoltare o produrre musica durante il momento del pasto conduce a poco a poco il soggetto nell'ambito dei ricordi, delle sensazioni, dei blocchi mai superati. In questo modo sarà possibile aprire una finestra sul vissuto della persona e sciogliere quei nodi apparentemente indissolubili che portano tanto disagio, creando un percorso attraverso il quale passare dalla possibilità di esprimere le proprie emozioni alla capacità di decodificarle e regolarle.

Arteterapia

L'arteterapia invece ha come obiettivo il misurarsi con il senso di realtà, con i propri limiti e con l'ambiente circostante, oltre a definire in termini spaziali e temporali il passaggio da realtà a fantasia, nel laboratorio le pazienti potranno dipingere con tempere alimentari aromatizzate che aiuteranno loro ad utilizzare tutti e cinque i sensi.

Consapevolezza di sé

Infine, la consapevolezza del sé durante il pasto assume particolare rilevanza perché spesso i pazienti con disturbi alimentari non affrontano il pasto per nutrirsi ma per mettere in atto quella che si può chiamare una consolazione emozionale, usando il cibo come regolatore emozionale. Il mangiare rappresenta il rapporto che abbiamo con noi stessi e con il nostro corpo e spesso affrontare il pasto e contare le calorie significa viverlo come un successo o un fallimento personale scatenando pensieri negativi su sé stessi e il proprio corpo.

Il programma

Alla fine del progetto e del laboratorio Federica e Sofia, le due studentesse di Unife, stamperanno un prototipo 3D con forma sferica che al suo interno ospiterà un piccolo kit che permetterà alle pazienti di replicare il laboratorio anche a casa da sole. Nel primo livello del prototipo verranno inserite le istruzioni, nel secondo gli ingredienti per lavorare la farina e fare la pasta, nel terzo dei tubetti colorati con pennelli di tempera alimentare e nel quarto una cassa bluetooth con dei Qrcode che rimanderanno alla musica utilizzata durante il laboratorio.

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