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Lunedì, 15 Aprile 2024
La cerimonia / Centro Storico / Corso Ercole I d'Este

Polizia, deposta una corona di alloro in memoria di Giovanni Palatucci

Il funzionario, che salvò dal genocidio molti ebrei, venne deportato nel campo di concentramento di Dachau

Il 10 febbraio ricorre il 79esimo anniversario della morte di Giovanni Palatucci. Una data per ricordare il funzionario di polizia e questore di Fiume deceduto nel 1945 nel campo di concentramento di Dachau, Medaglia d'oro al Merito civile, riconosciuto 'Giusto tra le nazioni' per aver salvato dal genocidio molti ebrei. A questo proposito, nella mattinata dello scorso venerdì 9 febbraio, il questore di Ferrara Salvatore Calabrese, ha deposto una corona di alloro in sua memoria nel piazzale della Caserma Bevilacqua, dove si trovano un ulivo e una targa a lui dedicati. Targa, presente nella sede della locale Questura, recante la scritta 'In memoria di Giovanni Palatucci questore reggente di Fiume morto nel campo di concentramento di Dachau il 10.02.1945 - Giusto tra le nazioni'.

Alla cerimonia hanno partecipato il prefetto Massimo Marchesiello, il consigliere provinciale Francesco Colaiacovo, l'assessora comunale alle Politiche sociali Cristina Coletti, il presidente della Comunità ebraica Fortunato Arbib, Alessandra Roncarati del Meis, Don Claudio Vannetti, parroco della Chiesa del Gesù, oltre ai vertici locali dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, dei vigili del fuoco, una rappresentanza dell'Anps e gli studenti della classe quinta D dell'Istituto Tecnico Economico Bachelet di Ferrara, accompagnati dalla dirigente scolastica Emilia Dimitri. L'organizzazione storica dell'iniziativa è stata curata dalla docente Anna Maria Quarzi, direttrice dell'Istituto di Storia contemporanea di Ferrara. 

Giovanni Palatucci nacque a Montella, in provincia di Avellino, il 31 maggio 1909. Avvocato, non esercitò la professione forense per intraprendere la carriera nell'Amministrazione della pubblica sicurezza ed essere assegnato a Genova come vicecommissario. Dal 15 novembre 1937 fu responsabile dell'Ufficio stranieri della Questura di Fiume, adoperandosi a favore degli ebrei e dei perseguitati politici e razziali, per poi essere nominato questore reggente. In 7 anni, salvò da sicura deportazione e morte molti ebrei stranieri e italiani. Il 13 settembre 1944 venne arrestato, rinchiuso nel carcere Coroneo di Trieste e sottoposto a tortura nella risiera di San Sabba. Il 22 ottobre successivo fu deportato, quale prigioniero politico, nel lager di Dachau in Germania, dove morì per gli stenti e le vessazioni subite, il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni. 

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