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Nodo alloggi per gli studenti, Poggipollini (Pd) chiede la convocazione di un tavolo istituzionale

L'esponente Dem analizza la situazione abitativa di Ferrara, tra case di edilizia popolare e caro affitti

Studenti in crisi nella ricerca degli alloggi. Un tema nazionale che, inevitabilmente, coinvolge anche Ferrara. A porre l’accento sull’argomento, per la rilevanza locale, è Paola Poggipollini, referente Pubblica amministrazione per il Partito Democratico.

La sua riflessione parte, come detto, dal generale, toccando il tasto delle mobilitazioni - sempre in giro per l’Italia - dei ragazzi, passando poi per le parole dei ministri Valditara e Bernini (quest’ultima ha annunciato che, grazie ai fondi del Pnrr, entro il 2027 saranno disponibili circa 60mila posti letto in tutto il Paese). Ma, poi, scende nel particolare del nostro territorio.

“In provincia di Ferrara – sostiene Poggipollini – vi sono circa mille alloggi di edilizia pubblica attualmente vuoti, destinati tra l’altro a rimanere tali. Un intervento importante è stato fatto con l’Ers (edilizia residenziale sociali) alle Corti di Medoro dalla precedente Giunta: ciò ha di fatto attenuato il problema. Ma ora il Comune, che è proprietario di oltre 3mila appartamenti, ha perso una straordinaria occasione con il Pnrr: avrebbe potuto presentare e richiedere un finanziamento più ampio per ristrutturare buona parte degli alloggi vuoti, immobili dismessi e riqualificare un buon numero di edifici in cattive condizioni manutentive da destinare principalmente a famiglie e, in accordo con l’Università, anche a studenti universitari”.

“La situazione abitativa illustrata a Ferrara – incalza la Dem - è stata ampiamente da noi denunciata, così come hanno fatto le organizzazioni sindacali e dai sindacati inquilini. Tali richieste sono rimaste inascoltate dal Comune che non si è mai voluto confrontare né con l’opposizione né con le organizzazioni sindacali. A volte per non affrontare le questioni scomode si preferisce mettere la testa sotto la sabbia, ma prima o poi i problemi vengono a galla”.

Da qui la richiesta di convocare un tavolo istituzionale per la casa “insieme a tutti gli interessati – conclude la referente del Pd - per poter rendere a tutti gli effetti Ferrara la città universitaria in cui gli studenti intendono vivere anche dopo gli studi”.

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