Venerdì, 19 Luglio 2024
Agricoltura

Pere, Macchi (Cso Italy): "Nonostante le difficoltà, abbiamo un potenziale che va difeso"

Al dibattito alla Fondazione Navarra si è discusso del rilancio del settore ortofrutticolo

'Pericoltura tra difficoltà e nuove prospettive', è stato il tema di un recente incontro in Fondazione Navarra. Un appuntamento promosso da Unapera, Consorzio di tutela della pera dell'Emilia Romagna Igp, Cso Italy e Fondazione Navarra, con la finalità di tracciare uno spartiacque fra la crisi e il rilancio del settore.

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Il dibattito, condotto dal presidente di Cso Italy Paolo Bruni, si è aperto con l'intervento del presidente della Fondazione Navarra Nicola Gherardi Ravalli Modoni, che ha sottolineato l'impegno della realtà nella ricerca e nella sperimentazione e la disponibilità a concorrere al rilancio della pericoltura. L'intenzione espressa è di aprire una nuova stagione a un comparto che negli ultimi cinque anni ha vissuto difficoltà estreme, con perdite produttive e di redditività, con conseguenze drammatiche sulle aziende. 

Un dato tra i numerosi presentati da Elisa Macchi, direttrice di Cso Italy ha testimoniato che in Emilia-Romagna, la regione leader della produzione nazionale di pere, tra il 2011 e il 2024, gli ettari in produzione sono crollati da 21.300 a 11.300, con una riduzione del 47%, a causa dell'immane difficoltà a produrre negli ultimi cinque anni. "Nonostante le enormi difficoltà - ha spiegato Mucchi - abbiamo oggi ancora un potenziale che merita di essere difeso: se riusciremo a tornare a produrre come in passato, l'Italia oggi è in grado di esprimere un potenziale produttivo di oltre 500mila tonnellate, e l'Emilia-Romagna di 300mila tonnellate. Per questo sono ancora giustificati, oltre che necessari, tutti i possibili sforzi su questa coltura per ritornare a essere leader".

Un messaggio chiaro è emerso da Adriano Aldrovandi, presidente di Unapera, secondo il quale il sistema ortofrutticolo italiano non può fare a meno della pera, in virtù dello zoccolo duro di pericoltori che non molla, e di una squadra che ha messo le basi per il rilancio. "Abbiamo unito le forze - ha ricordato Aldrovandi - e ci siamo messi sulla strada che ci permetterà di contrastare le nuove condizioni climatiche e le loro conseguenze, di fare una produzione con caratteristiche distintive precise e di promuoverla sul mercato in modo corretto. Servono risorse per uscire dalla fase critica, e dobbiamo continuare a insistere perché la pera è un bene di tutti e va aiutata".

L'intervento di Mauro Grossi, presidente del Consorzio della pera di Romagna Igp, ha puntualizzato le tappe della riorganizzazione del settore per rispondere alla crisi. "Abbiamo razionalizzato il settore - ha sottolineando Grossi - ed entro l'anno concluderemo questo percorso. Unapera, costituita nel 2021, è l'unica Aop monoprodotto riconosciuta a livello europeo, e ha assunto il ruolo di strumento fondamentale di aggregazione produttiva e commerciale, oltre che dello sviluppo della ricerca applicata. Abbiamo fatto dell'Igp il perno delle attività di promozione e il tavolo di consultazione che andrà presto a incorporare l'Oi Pera: con il Consorzio dell'Igp abbiamo raggiunto nel 2023 i 4mila ettari certificati, e cresceremo ancora in modo significativo. Grazie anche all'indispensabile supporto della Regione Emilia-Romagna, oggi vantiamo un'organizzazione che forse nessun altro prodotto ortofrutticolo ha, ma ora vanno supportate le aziende affinché la produzione possa ripartire".

Stefano Foschi, coordinatore di ricerca e sperimentazione di Unapera, ha evidenziato il progetto di medio periodo 2025-2030 nato dalla condivisione delle necessità e dei bisogni dei soci, che abbraccia la difesa, l'impiantistica, l'irrigazione e il post raccolta: "Abbiamo stabilito una linea tecnica sul pero sia per gli impianti nuovi che per quelli già in essere, al fine di garantire quella produttività che fino a oggi è mancata". Michele Mariani, coordinatore tecnico della Fondazione Navarra, ha sottolineato l'importanza della progettazione dell'impianto di pero, includendo l'impollinazione e la gestione delle piante. Mariani ha inoltre specificato per singola varietà la combinazione ideale varietà-portinnesti.

Roberto Della Casa, responsabile della comunicazione del progetto Unapera, si è soffermato sulle azioni messe in campo, con il coinvolgimento di 25 insegne della distribuzione. Sviluppando l'Igp si è dato alla pera un valore distintivo legato a un territorio e si è puntato sulle caratteristiche nutrizionali e gastronomiche per invertire la tendenza di consumo. Nelle conclusioni, l'assessore all'Agricoltura Mammi ha ricordato le tappe del sostegno regionale al comparto, sottolineando il valore della pericoltura, per un'area che rappresenta l'80% della produzione nazionale, e un patrimonio di competenze "che non ci possiamo permettere di perdere". Mammi ha confermato la disponibilità del suo assessorato anche con azioni di stimolo nei confronti del Governo nazionale chiamato a fare la sua parte.

Il presidente di Cso Italy Bruni ha concluso che "per andare avanti serve un supporto economico-finanziario pubblico per la ricerca e la promozione e per i ristori agli agricoltori". Da qui alla considerazione di riprogettare in maniera completa la pericoltura. Hanno portato il loro contributo anche i rappresentanti di Coldiretti con il presidente provinciale Federico Fugaroli, Confagricoltura con il presidente Francesco Manca, e Luca Simoni, direttore Cia Ferrara.

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