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Pari opportunità, il premio Clara Coviello a sette laureate Unife

Il riconoscimento è dedicato alla memoria della prima direttrice amministrativa dell'ateneo

L'inclusione in diversi dei suoi molteplici aspetti è il tema al centro delle tesi vincitrici del premio di laurea 'Unife Inclusiva: Pari opportunità: principio giuridico e applicazioni concrete', dedicato per il primo anno alla memoria della dottoressa Clara Coviello, prima direttrice amministrativa dell'Università di Ferrara. 

Sara Bondavalli, Francesca Brina, Nicole Frignani, Alice Corbo, Caterina Juric, Sara Boicelli ed Emma Sattin sono le sette vincitrici del premio promosso dalla prorettrice alla diversità, equità e inclusione Tamara Zappaterra, dal Comitato unico di garanzia e dal Consiglio di parità dell'Università di Ferrara. I premi sono stati consegnati lunedì 29 gennaio, nel corso di una cerimonia che si è svolta nell'Auditorium del Rettorato, alla presenza della rettrice dell'Università di Ferrara Laura Ramaciotti, della prorettrice alla diversità, equità e inclusione Tamara Zappaterra, della presidente del Comitato Unico di garanzia Roberta Russo e della famiglia della dottoressa Coviello.

"Clara Coviello - ha dichiarato la rettrice Laura Ramaciotti - è stata una figura centrale sia per il nostro ateneo sia a livello nazionale: prima direttrice generale di Unife, ha aperto alla possibilità che le donne ricoprissero ruoli apicali nelle amministrazioni. Sono felice di presentare questa iniziativa nel ricordo dell'eccellente professionista che è stata Clara, sempre capace di coniugare alti livelli di professionalità e al contempo grande umanità. Ciò mi consente di parlarvi oggi di merito, che non ha a che vedere solo con il premio che state ricevendo, ma che piuttosto rappresenta un valore da conquistare giorno dopo giorno, con impegno e dedizione, nello sviluppo di un percorso di crescita professionale o, come nel vostro caso, di studio", complimentandosi con le studentesse premiate.

Tamara Zappaterra, prorettrice alla diversità, equità e inclusione di Unife ha sottolineato che "la cerimonia di oggi è un segno tangibile dell'attività di rafforzamento della dimensione di genere nell'attività didattica e di ricerca del nostro ateneo, che risponde a un preciso obiettivo del nostro Piano di uguaglianza di genere. Nel Piano abbiamo inserito l'istituzione di un premio annuale per la migliore tesi sulla prospettiva di genere e sulla declinazione inclusiva, come azione ricorsiva che auspichiamo capace di portare un'attenzione continua ai processi inclusivi. La risposta delle nostre studentesse e studenti in questa prima edizione è stata molto positiva, come dimostra l'elevato numero di tesi pervenute e l'ampio ventaglio delle tematiche oggetto di studio. Mi complimento moltissimo con le laureate vincitrici del premio, che abbiamo intitolato alla memoria della dottoressa Clara Coviello, nonché con le loro relatrici-relatori di tesi per l'impegno profuso e la crescita culturale che portano alla nostra comunità universitaria e alla società".

Il premio

Il premio è destinato a tesi di laurea, laurea magistrale e magistrale a ciclo unico discusse a Unife negli anni accademici 2020-2021, 2021-2022 e 2022-2023, che trattino il tema dell'inclusione, o elaborino applicazioni concrete volte alla rimozione di ostacoli legati a età, genere, origine etnica, orientamento sessuale o politico, disabilità, condizione psichica o sociale, che possano limitare il pieno sviluppo della persona, il suo stato di benessere o la sua partecipazione alla vita sociale.

Le tesi vincitrici

Sara Bondavalli ha illustrato un progetto per aprire un canale comunicativo tra i migranti che arrivano dai diversi paesi dell'Africa e gli abitanti delle città portuali in cui sbarcano. Il progetto prevede la realizzazione di un sistema sostenibile veicolato da un prodotto o un servizio, che metta in contatto la realtà dei migranti e la realtà degli abitanti dei porti di attracco, riducendo l'impatto ecologico ed economico.

Nicole Frignani ha elaborato una tesi sui disturbi del comportamento alimentare trattati dal punto di vista della comunicazione, con i suoi effetti positivi e negativi. La comunicazione quindi come strumento per la sensibilizzazione, prevenzione, sconfitta della malattia, mantenimento della salute, ma anche come mezzo attraverso il quale istigare alla malattia, diffondere disinformazione, portare a ricadute, confondere chi cerca risposte e ferire chi è più vulnerabile.

Sara Boicelli nella sua tesi ha analizzato, attraverso una prospettiva giusfemminista, i mutamenti giuridici prodotti dall'avvento del neoliberalismo, con un accento posto in particolare sul processo di decostituzionalizzazione dell'ordinamento giuridico e sulla conseguente risignificazione, in senso minimalista, dei principi fondamentali di eguaglianza e di libertà.

Francesca Brina ha affrontato il tema della neurodiversità e in particolare del disturbo da deficit attentivo e iperattività, con una descrizione delle caratteristiche e manifestazioni del disturbo e le possibili strategie adattive sia in ottica longitudinale che di genere.

Alice Corbo e Caterina Juric hanno presentato un progetto di ricerca architettonica per il conseguimento del benessere psicofisico dei già fragili individui che vivono nelle carceri, analizzando la categoria delle donne in carcere, in un’ottica di realizzazioni a uso residenziale-ricettivo. La progettazione di un Istituto a custodia attenuata per detenute madri, nelle immediate adiacenze della Casa circondariale di Matera, denuncia la volontà di legare idealmente il nuovo complesso edilizio a un sistema già operante, per ancorarlo alla realtà e metterlo in relazione con essa.

Emma Sattin ha elaborato uno studio per rendere l'insegnamento della lingua inglese accessibile a tutte e a tutti, in particolare agli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Le lezioni progettate in modalità dyslexia-friendly e l'uso delle tecnologie consentono di creare ambienti inclusivi e flessibili, di affrontare in modo efficace lo studio di una lingua straniera, di essere di beneficio all'intera classe permettendo agli studenti di sviluppare al massimo il loro potenziale e promuovere il benessere a scuola. 

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