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Nuove prospettive sul tumore al seno, al via uno studio ferrarese

Il lavoro su 30 pazienti serve per prevedere l'efficacia dell'immunoterapia

Scrivere una nuova pagina nella storia dell'oncologia con farmaci specifici, più efficaci e meno tossici. E' l'ambizioso obiettivo della medicina moderna, perseguito da uno studio tutto ferrarese, condotto dall'Oncologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara in stretta collaborazione con il dipartimento di Medicina traslazionale e per la Romagna dell'ateneo estense.

L'innovativo studio clinico-traslazionale 'Bio-Ctc Breast Study' viene condotto su donne con una forma di tumore mammario particolarmente aggressivo e difficile da trattare, e si sofferma sulle cellule tumorali circolanti per individuare dei biomarcatori predittivi di responsività al trattamento immunoterapico, per identificare nuovi farmaci.

In parole più semplici, riuscire a studiare a fondo le cellule tumorali e identificare dei biomarcatori consentirà di selezionare al meglio le pazienti che possono essere trattate con l'immunoterapia 'prevedendone' l'efficacia, ed evitando così di somministrare farmaci a donne che non risponderanno positivamente a questa strategia terapeutica.

Lo studio porta le firme del docente Antonio Frassoldati, direttore del dipartimento Onco-Ematologia interaziendale, della docente Luana Calabrò, del dipartimento di Medicina traslazionale di Unife e responsabile del programma dipartimentale di Immuno Oncologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara e del docente Stefano Volinia del dipartimento di Medicina traslazionale di Unife.

Lo studio verrà condotto su un selezionato gruppo di donne in cura all'ospedale 'Sant'Anna' di Cona per un tumore mammario triplo negativo, chiamato così perché non esprime il recettore per l'estrogeno e progesterone, e neanche il recettore-2 per il fattore di crescita epidermico umano (Her2), e quindi donne che per le caratteristiche biologiche del loro tumore non sono candidabili al trattamento con terapia ormonale o alcuni farmaci biologici.

Il tumore mammario triplo negativo ricorre in circa il 15-20% di tutti i sottotipi di tumore mammario. In aggiunta all'aggressività della malattia, avere possibilità terapeutiche limitate porta inevitabilmente ad avere una prognosi meno favorevole, ed è per questo considerato il tumore al seno più difficile da trattare, con una sopravvivenza media dalla diagnosi inferiore rispetto alle altre forme. E' pertanto importante aprire nuove prospettive per personalizzare il trattamento, migliorare la prognosi, e identificare nuove cure per questa malattia.

"E' un orgoglio avviare questo studio qui a Ferrara, dove la stretta interazione tra la parte ospedaliera e la componente universitaria consente di lavorare su studi fondamentali non solo per il risvolto accademico, ma anche e soprattutto per l'impatto clinico, a beneficio della comunità. Non c'è innovazione senza ricerca, specie quando si tratta di lavorare attivamente per offrire nuove prospettive a donne con limitate chance terapeutiche", ha dichiarato la docente Calabrò, che condurrà lo studio con il docente Frassoldati, in strettissima collaborazione con il dipartimento di Medicina traslazionale rappresentato dal docente Volinia allo scopo di promuovere e incentivare ulteriormente la ricerca. 

Lo studio, approvato dal Comitato etico di Area Vasta, è già partito con l'arruolamento delle pazienti, una trentina in questa fase iniziale, per avviare l'analisi dei biomarcatori. Si prevede di avere i primi risultati entro due anni, valutando l'impatto in termini di sopravvivenza, con l'auspicio di poter offrire nel prossimo futuro nuove prospettive a queste donne. Nel frattempo, prosegue 'Autunno Rosa 2023', la campagna di sensibilizzazione sul tumore alla mammella, a cui aderiscono le due Aziende sanitarie ferraresi con l’obiettivo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno, oltre che sulle innovazioni in campo terapeutico.

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