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Martedì, 16 Aprile 2024
Caso centro rimpatri

Centro permanenza rimpatri in città, le ragioni del 'No' di Sinistra Italiana

Intervento del coordinatore regionale Michele Bonforte sulla (possibile) struttura

Riceviamo e pubblichiamo:

“Il governo Meloni ha deciso di costruire un nuovo Cpr a Ferrara. La giunta di destra ferrarese, per giustificare tale decisione, sostiene che la presenza di un Cpr aumenterebbe la sicurezza dei cittadini ferraresi. Mai affermazione fu più falsa.
I Centri di Permanenza per i Rimpatri sono strutture che, laddove già presenti, sono state teatro di situazioni di oppressione e marginalizzazione, caratterizzati da numerosi atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, un inquietante utilizzo degli psicofarmaci, nonché da otto morti negli ultimi tre anni. Luoghi opachi dove la difficoltà di accesso da parte della società civile e i limiti posti alla comunicazione verso l’esterno a chi viene recluso rendono quanto mai complessa la denuncia delle violazioni di diritti, mancando figure come il magistrato di sorveglianza, presente invece nelle carceri. 
Nei Cpr non si entra perché si commette un reato (per questo c'è il carcere), ma perché si è ‘rregolari’, ovvero privi del permesso di soggiorno. Può capitare a stranieri perfettamente integrati di presentarsi in questura per rinnovare il permesso e ritrovarsi in un Cpr. Si tratta quindi di una detenzione amministrativa, che può durare fino a 18 mesi, riservata a persone ‘colpevoli’ di essere fuggite da situazioni insopportabili: disposte per questo ad affrontare i rischi mortali del viaggio. 
Concentrare in spazi ristretti persone per mesi, più che la sicurezza, aumenta la rabbia e la frustrazione di chi ingiustamente subisce una tale trattamento. I Cpr irradiano insicurezza sul territorio circostante, e trasformano le nostre città in città carcere, in una rincorsa di ronde militari, di controlli ispirati dal colore della pelle, di militarizzazione del territorio, ecc. E’ la cultura della destra che rende tutti più insicuri, per speculare poi sulla violenza che si determina.
Per questo la destra si è impegnata con solerzia a smantellare il sistema dell’accoglienza diffusa (gli ex Sprar) di piccoli gruppi di immigrati nei mille paesi a rischio di riduzione della popolazione. Questo fece con successo Mimmo Lucano a Riace, per questo perseguitato ed ora pienamente riabilitato. Un modello di integrazione che funziona, alternativo alla carcerazione dei Cpr. Accusarono Mimmo di usare a fini privati le risorse per l’integrazione. Accuse ora cadute perché completamente infondate. Con l’accoglienza diffusa non solo si integrano meglio gruppi di immigrati nel territorio diffuso del nostro paese, ma si spende meno.
Invece dietro ai Cpr si scorge il business di una multinazionale. Inchieste della stampa indipendente fanno emergere il ruolo della Ors Service Ag, una multinazionale che nel nostro paese è rappresentata solo da uno studio di commercialisti dove ha sede legale. Ma che ha però una società di lobby per rappresentare i propri interessi in Parlamento. Quali sono i suoi interessi? La risposta è tanto semplice quanto inquietante: la gestione con massimo profitto dei Cpr. Quanto più sono i migranti e quanto più lungo è il periodo di tempo in cui vi sono reclusi, tanto più alti sono i profitti della Compagnia. Solo degli sprovveduti possono credere che il business dell’immigrazione sia solo quello degli scafisti. Ora abbiamo quello della costruzione e gestione dei Cpr”.
Michele Bonforte, coordinatore regionale Sinistra Italiana Emilia Romagna

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