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Museo Schifanoia e inclusività, Chiappini: "Soluzioni fruibili da tutti. Ecco i principi"

La consigliera Dem è intervenuta sulla rimozione di barriere fisiche, cognitive e sensoriali

Nel corso della seduta pomeridiana dello scorso martedì 12 dicembre, la consigliera comunale del Partito democratico Anna Chiappini è intervenuta sulla proposta di delibera relativa al 'Pnrr - Museo civico palazzo Schifanoia - Progetto per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e luoghi della cultura pubblici'. Un progetto di realizzazione di una serra a servizio della caffetteria del Museo civico di Schifanoia, che rappresenta una delle 821 proposte Pnrr avanzate a livello nazionale. 

L'esponente Dem ha aggiunto che "barriere architettoniche e tutela dei Beni culturali vivono un rapporto complesso, su cui vegliano le linee guida del Mibac, per le quali, come prima cosa, l'eliminazione delle barriere architettoniche viene considerata parte integrante del cosiddetto 'restauro integrato', cioè della tutela e valorizzazione del bene culturale finalizzati al suo inserimento ne tessuto sociale e alla sua piena fruizione da parte di tutti e non solo alla conservazione fine a se stessa".

La consigliera del Pd ha evidenziato che "il nostro Museo Schifanoia non presenta particolari criticità in tema di accessibilità e barriere architettoniche. Tuttavia, esiste un concetto molto interessante, che in inglese suona come 'universal design' (letteralmente 'progettazione per tutti') che sostituisce al principio di accessibilità quello di inclusività. Questo approccio rappresenta quello a cui il consigliere Maresca alludeva quando si riferiva a 'salto o capovolgimento di modello'. Secondo questo approccio, la creazione di soluzioni dedicate ai disabili come bagni speciali, accessi separati o montascale o l'assenza di soluzioni espositive fruibili da tutti crea infatti una situazione di ghettizzazione, finendo col far sentire (e considerare dagli altri) il disabile come un diverso. A questo livello, per esempio, anche un bambino o una bambina, poniamo a causa della statura, potrebbe ritrovarsi non abile. Si tratta dunque di superare i tradizionali livelli prestazionali delle normative creando soluzioni fruibili da tutti tramite l'applicazione di alcuni semplici principi".

Fra questi, la consigliera ha indicato un "uso equo per tutti, semplice e flessibile, cioè in grado di adattarsi a un'ampia gamma di preferenze e abilità individuali, risultando utilizzabile dal maggior numero possibile di utenti indipendentemente dalle loro abilità cognitive, linguistiche e psico-sensoriali. Mancano pannelli didattici per bambini di età pre-scolare e scolare, che potrebbero essere affiancati laddove lo spazio lo permette o costituire materiale per laboratori nelle salette vuote. A differenza di moltissimi musei, manca materiale didattico adeguato per bambini in età pre-scolare, anche allo shop".

Anna Chiappini si è soffermata poi sulla "percettibilità delle informazioni. Le scritte dei numerosi e ben redatti pannelli del Museo sono bianche su campo marrone, ben visibili a persone vedenti, molto meno agli ipovedenti, per i quali sarebbero più adatte scritte nere su campo bianco. Data la numerosità dei pannelli, risulta ora improponibile economicamente una sostituzione. Come può un non vedente avere un'idea degli affreschi o degli oggetti esposti nelle collezioni? Si potrebbe inserire materiale tattile, attraverso incisione o calchi in rilievo, che ben si presterebbe, per esempio, per avere idea di una moneta coniata da Pisanello o della rappresentazione di Francesco del Cossa dell'antico Palio nel mese di aprile del Salone dei Mesi".

La consigliera che siede fra i banchi dell'opposizione ha posto quindi l'accento sul "contenimento dello sforzo fisico necessario per l'accesso e la fruizione dei servizi; il Museo ha un bel bagno per disabili e un fasciatoio, nonché numerose panchine su cui riposare. Sarebbe tuttavia buona cosa fornirlo di una o due sedie a rotelle per persone anziane o comunque persone che necessitano di alleviare il peso della posizione eretta"; e sulla "predisposizione di misure e spazi per l'avvicinamento e l'uso sicuro indipendentemente dalla statura, postura o mobilità del visitatore. Alcune vetrinette, alte più di un metro, risultano illeggibili a un bambino o a una persona in sedia a rotelle. Sarebbe sufficiente sostituirle con vetrine inclinate e, in caso di sedia a rotelle, alzate su 4 sostegni, in modo tale da poter inserire la parte anteriore della sedia per poterla avvicinare. Avere visione su una città vocata alla cultura e all'arte, attrattiva e ideale dal punto di vista del turismo culturale, significa interpretarne fino in fondo il suo ruolo, alla luce della sua fisionomia e di nuove sensibilità e attenzioni, di innovazioni e stimoli che ci invitano a ricercare modelli inediti per essere una città accogliente per tutti ed esprimere al meglio le sue potenzialità".

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