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Lunedì, 17 Giugno 2024
Arte

Museo archeologico nazionale, pronto il nuovo allestimento della Sala del tesoro con le opere del Garofalo

L'evento rientra nell'iniziativa del Ministero della Cultura, dal titolo '100 opere tornano a casa'

La conclusione del nuovo allestimento della Sala del Tesoro del Museo archeologico nazionale rappresenta l'ultimo step dell'iniziativa del Ministero della Cultura '100 opere tornano a casa'. Un'iniziativa partita a inizio anno per promuovere e valorizzare il patrimonio storico artistico e archeologico italiano, conservato nei depositi dei luoghi d'arte statali.

Grazie a questo progetto, il Museo archeologico nazionale di Ferrara ha acquisito all'interno della sua collezione, per un deposito a lungo termine, tre opere realizzate nel corso del Cinquecento da Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, provenienti da due grandi musei italiani, la Pinacoteca di Brera a Milano e la Galleria  Borghese a Roma.

"Sono entusiasta del risultato di questo allestimento - ha evidenziato il direttore regionale Musei Emilia-Romagna Giorgio Cozzolino - progettato dallo studio ferrarese Qb Atelier Popolare d'Architettura, e concluso nel giro di pochi mesi grazie alla professionalità del personale interno del museo e dei colleghi del Ministero. Qui a Ferrara, la scelta di esporre queste tre opere del Garofalo nella sede del Museo archeologico, trova una sua ragione d'essere nella meravigliosa volta realizzata dallo stesso artista tra il 1503 e il 1506 nella Sala del Tesoro, che oggi accoglie i visitatori in una veste completamente rinnovata, ma rispettosa del suo valore storico-artistico".

Il progetto di allestimento ha dunque unito la valorizzazione del contesto alle necessità espositive delle tre opere da esporre. In particolare, l'idea è stata di costruire dei nuovi fondali capaci di integrare non solo le opere esposte, ma anche altri elementi tecnici necessari alla nuova funzione espositiva della sala. Si è inoltre proceduto ad ammodernare il sistema illuminotecnico ed è stata realizzata una nuova bussola di ingresso concepita come un elemento che funge da filtro tra spazio esterno ed interno.

"Questa è una nuova occasione - ha commentato Tiziano Trocchi, direttore del Museo archeologico - per ampliare l'offerta della nostra collezione, e offrire al pubblico un percorso non solo strettamente legato all'archeologia, ma più in generale alla storia artistica della città".

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