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Movimento paralimpico, i racconti dei campioni dello sport agli studenti

All'incontro in Sala Estense si è discusso della valenza storica e sociale della disciplina sportiva

Le parole, la musica e la danza come introduzione di un appuntamento dedicato allo sport e all'aggregazione. Il palcoscenico della Sala Estense ha ospitato nei giorni scorsi un incontro dedicato agli aspetti storici e culturali del movimento paralimpico, nell'ambito del percorso didattico targato 'Sport is live-Life'.

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"Il fuoco olimpico è stato acceso per Parigi 2024, adesso sta a noi portare una scintilla dentro tutti voi, che vi porti qualcosa, oggi in particolare sul mondo paralimpico", la frase rivolta alla platea e accompagnata dalle note dell'Inno d'Italia e dall'esibizione di Ilaria Guermandi, talentuosa ballerina su sedia a rotelle di 'Indaco'. Alle sue spalle, le immagini degli ambasciatori paralimpici e della storica tripletta azzurra nella finale dei 100 metri femminili, per la categoria T63 alle Paralimpiadi di Tokyo.

Un appuntamento al quale hanno partecipato il prefetto Massimo Marchesiello, che ha ricordato ai giovani la valenza sociale dell'attività sportiva, e gli assessori allo Sport Andrea Maggi, alla Pubblica istruzione Dorota Kusiak e alle Politiche sociali Cristina Coletti. Spazio, quindi, alla presentazione del Centro di avviamento allo sport paralimpico, affidata al direttore Mauro Borghi, e al racconto del progetto biancazzurro 'Specialissimi', dedicato a ragazzi con disabilità intellettive di età compresa fra i 7 e i 14 anni, e illustrato da Laura Semprini della Fondazione Spal.

Riflettori puntati, dunque, su come lo sport per persone con disabilità ha percorso la storia scrivendone pagine fondamentali. Un excursus storico, dai Giochi olimpici alle Paralimpiadi, che il presentatore Mirko Rimessi ha articolato attraverso il richiamo a figure simbolo del tema. Come il neurochirurgo di origine ebraica Ludwig Guttmann, rivoluzionario della riabilitazione, e il medico italiano Antonio Maglio, padre delle Paralimpiadi. Da qui al racconto degli atleti paralimpici presenti in Sala, come il bolognese Federico Mancarella, ambasciatore paralimpico e medaglia di bronzo paralimpica nella canoa sprint Kl2 a Tokyo 2020, nato con spina bifida e legato all'attività del Canoa Club Ferrara e del Casp.

Spazio poi alle esperienze ferraresi con il canottiere paralimpionico del Cus Luca Lunghi, in gara ai Giochi di Rio 2016, e ai giovanissimi Azzurra Bovina Bambini, para-powerlifter del Cus, campionessa italiana, e Seif Eddine Gasmi, canoista paralimpico del Canoa Club Ferrara, campione italiano e azzurro. Nella conversazione con gli atleti, hanno trovato spazio numerose tematiche, dalla classificazione alle tipologie di disabilità alle modalità che portano una persona ad acquisirle, analizzandone le differenze.

Il delegato provinciale del Cip Giuseppe Francesco Alberti ha riportato i numeri del Comitato italiano paralimpico. Presenti anche Paolo Govoni, in qualità di presidente del Rotary Ferrara Est, e Sergio Mazzini, presidente dell'Avis comunale, che ha ricordato l'importanza della donazione del sangue, rilanciando il progetto dei Giochi Donalimpici per il mondo sportivo ferrarese.

Il momento conclusivo, con le immagini di 'Sport is live-Life' dello scorso anno, ha posto l'accento sull'edizione che il 5 ottobre tornerà ad animare piazza Ariostea attraverso una giornata in ricordo di Fabio Falchetti. All'incontro, organizzato dalla delegazione ferrarese del Comitato regionale del Cip e dal Centro di avviamento allo sport paralimpico di Ferrara, con la collaborazione della Pgf, hanno partecipato gli studenti di dieci classi degli Istituti Enaudi, Copernico Carpeggiani e Bachelet.

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