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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Monastero di Sant'Antonio in Polesine, accordo Stato-Comune: via ai lavori

Ok all'acquisizione (già approvata a dicembre in Giunta) per riqualificare lo stabile

Ora è ufficiale. Il secondo chiostro del Monastero di Sant’Antonio Abate (anche detto Sant’Antonio in Polesine) è del Comune di Ferrara. L’ufficialità è arrivata mercoledì quando è stato sottoscritto l'accordo di valorizzazione tra lo stesso Comune, l’Agenzia del Demanio e il Ministero della Cultura. Il via libera era avvenuto lo scorso 5 dicembre, in Giunta.

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Questa operazione consente di riunire in un’unica proprietà (comunale) il bene culturale e di concedere in uso gratuito alle monache anche gli spazi del secondo chiostro, finora del Demanio, al fine di valorizzare tutto il complesso. Il Comune, una volta proprietario, concederà al Monastero stesso il bene per 50 anni a fronte di un investimento delle monache di 1 milione di euro.

"Questo progetto non solo preserva e rivitalizza un significativo frammento del nostro patrimonio storico - afferma il sindaco, Alan Fabbri - ma offre anche nuove opportunità per l'intera comunità di Ferrara. L'acquisizione e il recupero di questa parte del monastero rappresentano tappe cruciali per riportare in vita uno dei nostri tesori più degni di nota, contribuendo ad arricchire l'offerta culturale e turistica della città”.

L’intervento

L’intervento include un investimento misto, con una parte dei fondi provenienti dal progetto ‘Ducato Estense’ (circa 1,3 milioni di euro di provenienza ministeriale) già impiegati per l'infrastruttura, e un contributo di 1 milione di euro fornito privatamente dalle Benedettine per il completamento della ristrutturazione. L’obiettivo finale è la realizzazione di un 'Centro di valorizzazione della cultura e per l'accoglienza monastica benedettina'.

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