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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Religione

Festività e pace, il messaggio del vescovo: "Auguro momenti di fraternità"

Mons. Gian Carlo Perego, come da tradizione, ha rivolto un pensiero a tutti

Come da tradizione, in occasione delle festività natalizie, il vescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, Gian Carlo Perego, ha voluto lanciare un messaggio di pace a tutta la comunità. Di seguito, tale comunicazione è riportata in maniera integrale.

“Di nuovo è Natale. Di nuovo, nonostante tutto – guerre, calamità naturali, cambiamenti climatici, calo demografico, crescente povertà economica – Dio si incarna, entra nella storia, condivide le nostre gioie e sofferenze, angosce e speranze. Natale è Dio con noi, il Figlio di Dio che diventa uno di noi. Ottocento anni fa San Francesco, con il presepe a Greccio, ci ha regalato un segno concreto, familiare che ricorda la nascita del Figlio di Dio. La sua venuta trasforma la vita e la storia umana, perché genera luce dove c’è buio, gioia laddove c’è tristezza, ricchezza laddove c’è povertà, condivisione dove c’è egoismo, pace dove c’è conflitto, vita dove c’è morte. Di luce, gioia, ricchezza, condivisione, pace e vita abbiamo bisogno anche noi, oggi.
Di una luce che non siano le luci lungo le strade, vestite a festa, ma di una luce che ci aiuti a discernere, a scegliere e a camminare insieme. Di una gioia che non sia frutto solo del divertimento, ma che diventi serenità in famiglia e sul lavoro, per la ricchezza degli incontri. Di una ricchezza che non sia solo più denaro, ma soprattutto valorizzazione dei beni comuni, riconoscenza delle diversità, rispetto. Di una condivisione che vinca l’egoismo e l’individualismo e diventi partecipazione, cooperazione, sviluppi “la capacità quotidiana di allargare… la cerchia” (Fratelli tutti, 97).
Di una pace non solo in Ucraina e in Medio Oriente, in particolare in quella striscia di Gaza oggi ridotta a un cumulo di macerie, ma anche nelle nostre famiglie, spesso lacerate da conflitti interni, da violenze su donne e minori che si fanno sempre più numerose, da conflitti ideologici che minano la verità e la tutela dei diritti. Di una vita che chiede sempre più tutela per le persone (dai bambini che muoiono per l’interruzione di una gravidanza, ai bambini, uomini e donne che muoiono in mare, dalle persone che si tolgono la vita alle persone a cui noi togliamo la vita).
È un Natale di fraternità quello che desidero augurare a tutti quest’anno: un Natale che rigeneri le relazioni nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie, nei luoghi di lavoro, nella scuola, nella città per costruire un mondo fraterno: una “fraternità aperta – ha scritto Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti -, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”. Non tradiamo questa fraternità che il Natale ci insegna e ci invita a costruire. Auguri fraterni: agli uomini e alle donne delle istituzioni, agli insegnanti e agli studenti, agli imprenditori e lavoratori, ai genitori, ai presbiteri e ai diaconi, ai consacrati. Un particolare augurio fraterno ai malati in casa e negli ospedali o nelle residenze di cura, alle persone sole, ai detenuti e agli agenti della nostra casa circondariale. Buon Natale”.

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