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Martedì, 20 Febbraio 2024
Sanità

Medicina di genere, 'Sant'Anna' al primo posto in Italia per le pubblicazioni scientifiche

Fra gli obiettivi del Centro, lo sviluppo di una ricerca interdisciplinare e la raccolta di dati disaggregati

L'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara è al primo posto in Italia nel numero delle pubblicazioni scientifiche sulla Medicina di genere. Il riconoscimento nazionale, istituto dalla casa editrice Class Editori, è stato assegnato in occasione dell'evento 'Best Italian Hospital Awards 2023', l'iniziativa editoriale italiana che racconta e premia le qualità e le performance delle strutture ospedaliere del territorio, sottolineando il ruolo strategico dei centri d'eccellenza.

Il 'Sant'Anna' si è classificato al primo posto per la quantità di pubblicazioni per la medicina di genere, e il relativo impatto sullo sviluppo di questo nuovo approccio, riconoscendo quindi il ruolo e il lavoro di ricerca del Centro universitario di studi sulla Medicina di genere come centro di eccellenza all'avanguardia nel campo. "Un grande ringraziamento a Class Editori per aver istituito un premio sulla Medicina di genere, che sono orgogliosa sia stato assegnato al Centro universitario di studi sulla Medicina di genere, a dimostrazione del grande lavoro portato avanti con un forte credo da professionisti e professioniste di eccellenza", ha dichiarato la direttrice delle Aziende sanitarie ferraresi Monica Calamai, ricordando la storia del "Centro nato nel 2018 grazie alla visione della professoressa Tiziana Bellini, ancora oggi anima pulsante del Centro, ma anche di Fulvia Signani e Roberto Manfredini, tre pionieri del Centro, insieme alla senatrice Paola Boldrini, con il sostegno del rettore di allora Giorgio Zauli, e rilanciato dalla rettrice Laura Ramaciotti con ulteriori e avanzate strategie di crescita".

Oltre all'importante produzione scientifica, "si è creata una vera cultura della Medicina di genere, al punto tale che abbiamo come importante presenza di aggiornamenti sulla Medicina di genere in tutte le Scuole di specializzazione, e l'80% nel corso di laurea in Medicina e chirurgia", ha aggiunto prosegue la direttrice Calamai, ringraziando "tutti i professionisti e le professioniste che oggi lavorano con ricerca, dedizione e studio su un tema così importante che ci ha visti pionieri e all'avanguardia rispetto a quelli che sono stati poi gli indirizzi a livello nazionale. Le Aziende sanitarie inoltre hanno già lavorato per i bilanci di genere e per la certificazione di genere".

Tiziana Bellini, vicedirettrice del Centro universitario di studi sulla Medicina di genere e presidente del corso di laurea di Medicina all'Università di Ferrara, ha sottolineato che "è un vero piacere parlare delle interazioni tra le Aziende sanitarie e il Centro universitario, il cui obiettivo è promuovere e sviluppare una ricerca interdisciplinare, raccogliendo i dati disaggregati per sesso e genere, partecipare a progetti scientifici, aggiornare la formazione e trasferire tutti i risultati all'assistenza", evidenziando il lavoro sul "ciclo 'ricerca-formazione-assistenza' con ricerche che stanno cambiando gradualmente le conoscenze nelle varie discipline. E per garantire la concreta diffusione di questo approccio metodologico nei servizi sanitari occorre formazione e aggiornamento che parte ovviamente dalla formazione universitaria".

La docente Bellini, cofondatrice del Centro diretto dalla docente Rosa Maria Gaudio, ha concluso che "questo nuovo approccio metodologico, che tiene conto delle influenze e delle differenze di sesso e genere nella salute e nelle patologie, rappresenta un nuovo percorso positivo con benefici non solo per le donne ma per tutte le persone, sempre più verso la Medicina preventiva e personalizzata". 

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