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Cinema

'Manifesti da salvare', i pittori del cinema esposti al Festival di Venezia

L'inaugurazione della mostra punta i riflettori sul mondo dei cartellonisti

Le opere d'arte dei cartellonisti del cinema sono al centro di una mostra nella kermesse della città lagunare. A questo proposito, il curatore Luca Siano, direttore dell'Archivio Sandro Simeoni, ha commentato il "grande successo per 'Manifesti da salvare', esposizione inaugurata a Venezia nell'ambito dell'ottantesima Mostra d'arte cinematografica, che punta i riflettori sui cosiddetti pittori di cinema. I cartellonisti attraverso le loro opere hanno contribuito in maniera fondamentale al cinema e proprio da qui abbiamo voluto lanciare un appello affinché la loro arte possa essere tutelata, riscoperta e divulgata". La mostra nella sala Laguna è visitabile gratuitamente fino al 9 settembre.

'Manifesti da salvare', promossa dalle Giornate degli autori, è prodotta da Ferrara La Città del Cinema e dall'Archivio Sandro Simeoni, in collaborazione con l'Archivio immagine in movimento di Adria, ed è sostenuta dal Comune di Ferrara e da Bper Banca. Stefano Muroni, fondatore e presidente della filiera creativa Ferrara La Città del Cinema ha sottolineato che i promotori sono "onorati di essere qui a Venezia, un traguardo importante che arriva dopo anni di lavoro sul manifesto cinematografico", aggiungendo che "oltre alle mostre permanenti 'Vancini Manifesto' e '80 Ossessione', abbiamo fondato il Symeoni Festival e inserito storia del cartellonismo cinematografico nel programma didattico della Scuola Vancini. Crediamo fortemente nell'importanza e nella valorizzazione di questa forma d'arte. Venezia è un punto di arrivo ma anche punto di partenza per continuare a promuovere i manifesti cinematografici perché appartengono a tutti gli effetti al patrimonio artistico italiano del Novecento".

'Manifesti da Salvare” è promossa dalle Giornate degli autori. Diciassette anni fa, infatti, nel corso di questa rassegna venne presentata '100 film italiani da salvare', lista che raccoglie pellicole realizzate tra il 1943 e il 1978, capaci di raccontare le tante sfaccettature del nostro Paese. "Per questa esposizione sono stati scelti cinque manifesti per ogni decennio con l'obiettivo di costruire un percorso iconografico e cronologico; venti affissioni rare, alcune mai esposte prima, realizzate tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta del secolo scorso", ha precisato Siano. Un filo rosso, dunque, che collega i due momenti nati per raccontare e far conoscere anche ai più giovani il grande cinema italiano e i suoi protagonisti. A tal proposito Giorgio Gosetti, delegato generale delle Giornate degli autori ha dichiarato: "Quella dei manifesti cinematografici è un'arte in via di estinzione che merita di essere salvaguardata e valorizzata. Siamo fieri di sostenere questa preziosa mostra, che raccoglie alcuni pezzi unici e indimenticabili della storia del cinema italiano".

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