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Domenica, 14 Aprile 2024
Giornata della donna / Centro Storico / Piazza Savonarola

Manifestazione contro il patriarcato: ecco le realtà al corteo dell'8 marzo

L'appuntamento sarà caratterizzato da testimonianze, momenti di poesia e musica

Un corteo "contro il patriarcato", promosso da diverse associazioni e singole cittadine di Ferrara, è in programma venerdì 8 marzo. Il percorso prevede alle 16.30 un ritrovo in piazza Savonarola, e alle 17.30 la partenza del corteo. Il percorso, accompagnato da interventi e canti delle Mondine di Porporana, arriverà alle 18.30 in piazza Ariostea, dove ci sarà spazio per testimonianze, poesie, musica.

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L'elenco delle organizzazioni che aderiscono comprende Agedo, Arci Ferrara, Centro sociale 'La Resistenza', Centro documentazione donna, Cittadini del mondo, Collettivo 25 settembre, Collettivo Paciamama, Coro delle mondine di Porporana, Donne democratiche di Ferrara, Donna Vita Libertà, Europa verde, Ferrara per la Palestina, Intersexioni, La Comune di Ferrara, Link, Out!+, Possibile, Rifondazione comunista, Sessfem, Sinistra italiana. 

"La realtà cittadina ferrarese - ha spiegato una nota delle realtà organizzatrici - decide di scioperare e manifestare l'8 marzo contro la violenza patriarcale che ci opprime, e contro il Governo attuale che non ci tutela, bensì si rende complice delle oppressioni. Scenderemo in piazza con il nostro corpo e la nostra voce per riappropriarci degli spazi in cui giornalmente viene esercitata la violenza patriarcale". Fra le critiche mosse alla Giunta comunale, "le sempre più numerose privatizzazioni di piazze e luoghi pubblici, che diventano non attraversabili a causa delle barriere architettoniche ed economiche imposte. I luoghi di cura sono pochi e insufficienti rispetto alle necessità delle comunità, soprattutto di quelle marginalizzate. Gli spazi gratuiti e autogestiti che, a disposizione delle cittadine, promuovono attività culturali, di formazione e di volontariato vengono deliberatamente chiusi".

La nota ha evidenziato che "agli incontri formativi di educazione al consenso si preferiscono i corsi di autodifesa, evidenziando nuovamente come la responsabilità nel sopravvivere a una violenza sia da imputare alla vittima. Vogliamo che insegniate agli uomini a non aggredire", aggiungendo che "non vengono adottate politiche di contenimento per l'inquinamento dell'aria, causato anche dal Petrolchimico vicinissimo al centro città e a diverse zone verdi". Le contestazioni si sono poi soffermate su "servizi di trasporto pubblico sono insufficienti, inefficienti ed estremamente cari, le agevolazioni per la componente studentesca sono ridicole. La linea che collega l'unico grande ospedale con il centro città è sempre oberata di persone, che spesso devono prendere la corsa successiva, ritardando l'arrivo all'ospedale o alle lezioni universitarie che si tengono anch'esse a Cona. Gli spazi di contestazione alle politiche cittadine sono concessi solo se lontani dal centro, in luoghi dove non si crea fastidio o disturbo. Le manifestazioni e il corteo a sostegno alla lotta Palestinese sono state autorizzate solo a patto che non passassero per zone effettivamente visibili e frequentate".

Le realtà organizzatrici hanno concluso che "manifestare contro il patriarcato significa per noi pretendere l'uguaglianza politica, economica, legale, personale e sociale di tutti i generi e le soggettività. L'invisibilizzazione delle nostre identità, della nostra esistenza non è più tollerata. Manifestare contro il capitalismo significa bloccare la frenesia capitalista che ci opprime, rivendicando i nostri diritti di lavoratrici. Pretendiamo un lavoro sicuro, delle tutele e il superamento dell'imposizione patriarcale che vige nell'ambito lavorativo. Necessitiamo di una formazione e di un'educazione gratuita, che non sia subordinata agli standard ciseteropatriarcali e religiosi. Manifestiamo contro il razzismo e l'antimeridionalismo per saper riconoscere le differenti matrici d'odio e oppressione che costituiscono queste ideologie, abbattendo le discriminazioni e le violenze".

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