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Lunedì, 17 Giugno 2024
L'intervista

Malatrasi ricorda Beckenbauer: "Elegante e carismatico. Giocava con disinvoltura"

L'ex spallino, con il Milan, affrontò il Bayern Monaco in semifinale di Coppa delle Coppe

L'elenco di avversari di caratura internazionale affrontati in carriera è un album di figurine virtuale che annovera i più forti calciatori di tutti i tempi. Fuoriclasse come Pelé, Alfredo Di Stéfano, Gento e George Best, per citare i nomi più noti e densi di fascino. L'ex spallino Saul Malatrasi detiene anche il record del titolo di vincitore della Coppa dei Campioni con la casacca di due club della stessa città, Inter e Milan. E, con addosso la maglia rossonera, incrociò i tacchetti con il difensore Franz Beckenbauer, scomparso nella giornata di lunedì 8 gennaio. Gli almanacchi raccontano infatti la semifinale di Coppa delle Coppe della stagione 1967-68 vinta in casa dal Milan per 2-0, tappa determinante per la conquista del trofeo ai danni dell'Amburgo.  

Che ricordi ha di quella semifinale a Milano?
"Ricordo che il Bayern era una squadra davvero forte, e molti loro calciatori giocavano nella Nazionale della Germania Ovest. Oltre a Beckenbauer, che era fra i più grandi, c'era Maier in porta, Roth che dava sicurezza al centrocampo, e Gerd Müller in attacco".

Però non riuscirono a segnare. 
"Sì, fu una grande soddisfazione riuscire a vincere 2-0, senza subire reti. Mi ricordo che Müller, a fine partita, disse che aveva incontrato due difensori come me e Rosato che non gli avevano lasciato spazio".

Che tipo di giocatore era Beckenbauer?
"Carismatico. Non credo di avere mai visto un calciatore effettuare certe giocate con la stessa eleganza e la stessa disinvoltura. Ma al di là del bagaglio tecnico, quello che colpiva era che attirasse costantemente il passaggio dei compagni. Se hai giocato a calcio, ti accorgi di certi dettagli, e di come viene guidato un reparto".  

Quanto il suo gioco ha ispirato le generazioni successive di difensori?
"In molti hanno accostato a lui Franco Baresi e si sono soffermati sul suo essere un calciatore moderno per il periodo. Io, che considero il calcio un gioco semplice, lo ritengo un calciatore estremamente duttile, in grado di fare tutto. Ha cominciato giocando bene da mediano, e poi ha giocato altrettanto bene come libero. Interveniva sempre a testa alta, con una semplicità disarmante".

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