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Giovedì, 22 Febbraio 2024
La storia

Da Ferrara alla Svizzera: "Dopo il libro di poesie, voglio tornare per insegnare"

Mattia Bentivogli, di Pontelagoscuro, ha un sogno: riabbracciare i suoi affetti

Ha 24 anni, scrive poesie ed è ferrarese. Ha lasciato il suo paese, Pontelagoscuro, per studiare nel vicino Ticino, dove si è da poco laureato in Letteratura italiana all’Usi di Lugano, ma ha un grande sogno nel cassetto: tornare a Ferrara e poter insegnare. Mattia Bentivogli ha incontrato il sindaco Alan Fabbri, che l’ha accolto in Municipio. In dono, il giovane scrittore ha offerto al primo cittadino una copia del suo nuovo libro ‘Le nuove cianfrusaglie’.

Si tratta della sua “prima silloge, raccoglie tutto quello che ho scritto finora”, dice Bentivogli. Poesie, diversificate tra loro, con alcuni fili conduttori: l’infanzia, il mare, il mondo femminile, l’attualità sia essa politica, economica e sociale.

“La mia vocazione, fin dalle elementari, è sempre stata quella di fare l’insegnante – prosegue Mattia -. La concepisco come la mia missione. L’ultima poesia del volume, disponibile sulle principali librerie online, è infatti dedicata alle mie maestre della Cosmè Tura di Pontelagoscuro. Ho sempre letto tanto, tanta poesia, ma non ho composto miei versi fino ai 19 anni. Ho fatto corsi di specializzazione all'università per approfondire, ho vinto poi qualche concorso, che mi ha dato la possibilità di confrontarmi”. 

Proprio dalla vittoria del concorso letterario indetto dalla casa editrice Dantebus gli ha dato la possibilità di pubblicare ‘Le nuove cianfrusaglie’. Da sempre sportivo, ha praticato dalla pallacanestro (alla Vis) al tiro del giavellotto. Iniziato un percorso all’Università di Ferrara, scappa a Lugano “per schivare il momento più buio della pandemia” e per avvicinarsi un po’ di più al suo mondo: studiare storia, letteratura e civiltà italiana.

“Mi sono esiliato, ma col desiderio di tornare – aggiunge -: a Ferrara ho le mie radici, le amicizie, l’amore. Nel futuro vorrei tornare con quello che acquisito all’estero, portare nella mia città la voglia di fare, i miei traguardi.  Vorrei partire dalle medie, per poi tornare nel mio liceo, il Roiti, e dire ai ragazzi: guardate cosa si può fare, credendo in sé stessi e lavorando sodo”.

“Mattia simboleggia tutti quei giovani volenterosi e caparbi di cui andare orgogliosi, offrendo sostegno e vicinanza – conclude il primo cittadino -. Forte della sua intraprendenza, della sua dedizione per lo studio e lo sport, del suo senso di appartenenza alla città di Ferrara, è un bell’esempio per i suoi coetanei e per i più giovani. Spero possa presto coronare il suo sogno”.

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