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Diritti

Lettera aperta del Comitato ferrarese Area disabili: "Il Garante deve essere messo nelle condizioni di operare con efficacia"

Le riflessioni rivolte all'Amministrazione comunale sono giunte dopo lo svolgimento dell'assemblea straordinaria

Una lettera aperta, rivolta al primo cittadino, sul tema di una maggiore tutela alle persone con disabilità. A scriverla è il Comitato ferrarese Area disabili, "alla luce di quanto emerso dalla relazione annuale dei Garanti sulla disabilità, presentata durante il Consiglio Comunale del 10 ottobre". Le riflessioni sono giunte in seguito allo svolgimento dell'assemblea straordinaria del Comitato, "in considerazione del fatto che sono decorsi ormai circa 3 anni dalla individuazione di tale organo".

La lettera ha evidenziato come premessa che "purtroppo giungono al nostro Comitato quasi quotidianamente numerose segnalazioni e richieste di aiuto, riguardanti per lo più i seguenti aspetti: mancata accessibilità e fruibilità degli spazi urbani e costruiti - pubblici e aperti al pubblico – ad esempio marciapiedi, parcheggi, piazze, ristoranti, bar, negozi commerciali ecc.; a seguito della chiusura dell'Ufficio Accessibilità, tecnici liberi professionisti e di enti pubblici, associazioni e liberi cittadini, chiedono mediante mail o telefonate, suggerimenti e informazioni in merito l'eliminazione di barriere architettoniche; mancata attuazione del Piano eliminazione barriere architettoniche-Piano accessibilità urbana (previsto per legge) adottato e approvato dal Comune alcuni anni; difficoltà di associazioni che rappresentano persone con disabilità e persone con fragilità ad accedere e avere ascolto in diversi uffici pubblici; esclusione da ore di attività scolastica per la mancanza di spazi adeguati e personale; richiesta che le madri rimangano a scuola per permettere al figlio della scuola primaria di recarsi ai servizi igienici per impossibilità di accompagnamento da parte del personale; riduzione improvvisa e senza preavviso del 50% dei fondi erogati alle famiglie per i programmi - attivi da anni - di cohousing; difficoltà nell'accesso ad ambulatori presso strutture sanitarie pubbliche e private e difficoltà nella prenotazione della visita specialistica; mancata erogazione di presidi necessari per la vita quotidiana (cateteri, pannoloni, sacche stomie ecc); mancata erogazione di ausili fondamentali che permettano a persone con gravi disabilità, di muoversi in autonomia e in sicurezza fuori dall'ambiente domestico".

Il Comitato ha aggiunto che "non è stato costituito per erogare e garantire questi servizi di tutela, bensì è nato per interfacciarsi con enti e pubbliche amministrazioni e contribuire a migliorare i servizi, le procedure ed ogni azione verso i cittadini con disabilità. Per facilitare il raggiungimento di questi obiettivi, il Comitato, si è dato una propria organizzazione, creando gruppi a cui i soci partecipano e da cui nascono e sono portati avanti tutti i temi che facilitano e creano buone prassi per la tutela dei diritti delle persone con disabilità.Dell’attività di tali gruppi, il Garante è sempre periodicamente informato, in quanto anche nostro portavoce".

Da qui alla considerazione che "a fronte di numerose segnalazioni di diritti negati, anche di base, si ottengono ascolto e soluzione del problema spesso dovendo ricorrere alla prospettazione o alla effettiva pubblica denuncia o, in alcuni casi, alla via giudiziaria. Questa modalità è fortemente disfunzionale e non permette di operare in un clima di reciproca serenità e fiducia. Un ruolo forte e con effettivi poteri in capo al Garante delle persone con disabilità eviterebbe o risolverebbe queste situazioni che invece spesso non trovano, ad oggi, una effettiva tutela. Questa situazione è inaccettabile ma va riconosciuto che il Garante, per i poteri di cui attualmente dispone, non si trova nella condizione di operare con efficacia e di pretendere da parte della Amministrazione comunale risposte adeguate, in tempi certi, questo anche a fronte, in vari casi, di palesi violazioni dei diritti delle persone con disabilità".

Il Comitato ha quindi concluso che "la nostra idea sposa l'approccio culturale che nel mondo non dovrebbe esistere il Garante delle persone con disabilità, come non dovrebbe essere mai esistita la Carta dei diritti, perché entrambi sanciscono e testimoniano una differenza, come se le persone con disabilità non fossero prima di tutto persone come le altre e quindi, in quanto tali, destinatarie di diritti connaturati a questa condizione, non necessitante di tutele da garantire. A fronte di questo approccio culturalmente errato, siamo comunque a ribadire che, se il Garante delle persone con disabilità deve servire ad offrire una tutela a queste persone, deve essere messo nelle condizioni di operare con reale efficacia. Siamo pertanto a chiedere al sindaco, agli assessori ed ai consiglieri tutti una riflessione profonda su queste modalità di approccio ai servizi per i Cittadini (con disabilità). Ad oggi non riteniamo che questa modalità operativa sia efficace; pertanto, come Vomitato non intendiamo più partecipare a questo in futuro. Siamo e saremo sempre disponibili a collaborare qualora vogliate riorganizzare la tutela di noi cittadini".

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