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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Sant'Antonio in Polesine, il Comune acquisisce il secondo chiostro: "Ora il restauro"

Il cantiere è pronto a restituire a cittadini e turisti un patrimonio storico e culturale unico

C’è il via libera anche per il secondo chiostro. Grazie all’ok in Giunta, infatti, il Comune ha ottenuto la possibilità di acquisire – a titolo non oneroso – il secondo chiostro del Monastero di Sant’Antonio Abate (anche detto Sant’Antonio in Polesine) che, fino ad ora, era di proprietà del Demanio. Così, adesso, si procederà con il restauro e la valorizzazione dell’intero immobile.

L’acquisizione

Il progetto - risultato di una collaborazione dell’Ufficio patrimonio in sinergia con il Ministero della Cultura, l’Agenzia del demanio e le monache benedettine – prevede appunto l'acquisizione a titolo non oneroso del secondo chiostro del Monastero, finora di proprietà statale, mentre il primo era già di proprietà del Comune e concesso in uso alle monache di clausura benedettine.

Il costo

L’intervento include un investimento misto, con una parte dei fondi provenienti dal progetto ‘Ducato Estense’ (circa 1,3 milioni di euro in arrivo dal Dicastero della Cultura) già impiegati per l'infrastruttura, e un contributo di 1 milione di euro fornito privatamente dalle Benedettine per il completamento della ristrutturazione. L’obiettivo finale è la realizzazione di un 'Centro di valorizzazione della cultura e per l'accoglienza monastica benedettina'.

Il cantiere interno al Monastero

Le fasi del restauro

Il restauro del Monastero comporta interventi di ristrutturazione e l'installazione di nuovi impianti, con un'attenzione particolare all'accoglienza dei pellegrini, alle mostre e alle attività culturali. Il fine è di restituire ai pellegrini e ai turisti l'unitarietà del luogo, come era nella sua conformazione originaria.

Una parte dell’immobile, che comprende appartamenti ristrutturati per la Questura, rimarrà di proprietà dello Stato, ma verrà costituita una servitù di passaggio da parte del Comune di Ferrara per consentire l’accesso a questi spazi. Il completamento del restauro del Monastero, in programma per il 2024, offrirà così alla città e ai suoi visitatori l'opportunità di accedere e scoprire un sito di grande rilevanza storica e artistica.

Il sindaco Fabbri

“Questo progetto non solo conserva e rinvigorisce un importante frammento della nostra storia – sottolinea il sindaco, Alan Fabbri - ma apre anche nuove possibilità per l'intera comunità di Ferrara. L'acquisizione di questa porzione del monastero e il suo restauro sono passi fondamentali per riportare alla vita uno dei nostri patrimoni più preziosi, arricchendo la nostra offerta culturale e turistica”.

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