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L'indagine

Lavoro, il 73% dei ferraresi punta alla carriera. Ma solo un quarto riceve benefit

L’indagine di Maw prende in considerazione anche l’ambiente e lo stress: tutti i dati

La carriera prima di tutto. E’ questo, secondo una ricerca nazionale firmata Maw (agenzia per il lavoro che ha preso a campione di persone in Emilia-Romagna), l’aspetto che maggiormente conta per i lavoratori ferraresi. Anche se, ovviamente, il tutto viene naturalmente dopo la famiglia, la realizzazione personale e la vita privata in generale. Ma scendiamo nel dettaglio.

Soddisfazione (poca) e bisogni

Partiamo da un dato: nella nostra regione, solo il 27% dei lavoratori si dichiara pienamente soddisfatto della propria posizione lavorativa e circa il 52% si sente abbastanza apprezzato e stimato. Al primo posto dei bisogni c’è, naturalmente la ricezione di uno stipendio adeguato. Ma non è l’unico aspetto preso in considerazione.

L’ambiente di lavoro

Al di là della busta paga, infatti, è importante godere di un bel clima lavorativo: la pensa così il 73% dei ferraresi, seguiti a ruota dal 63% dei bolognesi, 58% dei modenesi, 55% dei reggiani, 54% dei piacentini e 43% dei riminesi. Ambiente confortevole decisivo, poi, per il 64% degli estensi, con la sola Ravenna che fa meglio (73%).

Crescita e stress

Ferraresi primi (66%) anche per volontà di trovare un luogo dove ci sia la possibilità di crescita professionale. Qui, seguono Parma (45%), Reggio Emilia e Modena (44%), Bologna (43%), Piacenza (23%) e Rimini (14%). E i bassi livelli di stress? All’ombra del Castello lo reputano un fattore importante solamente il 27% dei lavoratori. Infine i carichi: questi sono decisivi solo per il 36% degli estensi, più o meno in media con il resto della regione (39%).

La carriera

Qui si arriva al nocciolo della questione. E Ferrara batte tutti. Contro una media nazionale del 55% e regionale del 53%, nella nostra città la carriera è considerata ‘molto importante’ addirittura per il 73% degli intervistati. Seguono Parma (70%), Rimini (57%), Modena e Reggio Emilia (56%), Ravenna (54%), Forlì-Cesena (46%), Bologna (42%) e Piacenza (solo il 38%).

I benefit aziendali

Altro fattore determinante nell’attrarre, coinvolgere e trattenere i talenti sono i benefit aziendali. E fa specie considerare che esattamente un terzo dei lavoratori emiliano-romagnoli non ne percepisca nemmeno uno (la percentuale sale al 38% se si allarga lo sguardo all’intero Stivale).

Ad ogni modo, i maggiormente diffusi sono i buoni pasto, percepiti però solo dal 25% dei ferraresi. Meglio di noi stanno i piacentini (56%), bolognesi (51%), reggiani (48%) e modenesi (31%): peggio i parmensi, fermi al 24%. Anche la formazione, infine, ha un ruolo decisivo, ma anche qui ne ha accesso solo un ferrarese su quattro (contro il 29% dei parmensi).

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