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Giorno del Ricordo

Giorno del Ricordo, all'istriana Norma Cossetto dedicato il giardino davanti alla scuola Poledrelli

L'arcivescovo Gian Carlo Perego ha benedetto il monumento dedicato ai Martiri delle Foibe

Nel Giorno del Ricordo, sabato 10 febbraio, è stato intitolato a Norma Cossetto il giardino di fronte alla scuola Poledrelli, nel cuore del quartiere Giardino di Ferrara. La giovane studentessa universitaria istriana fu torturata, violentata e gettata in una foiba nel 1943 ad opera dei partigiani jugoslavi del Maresciallo Tito, nella notte tra il 4 e 5 ottobre di quell'anno. Fu insignita della Medaglia d'oro al valor civile, diventando tra gli esempi della persecuzione delle Foibe. Alla cerimonia ufficiale per le commemorazioni in onore alle vittime hanno partecipato l'assessore comunale ai Rapporti con Unife Alessandro Balboni, che ha portato i saluti del sindaco Alan Fabbri, il prefetto Massimo Marchesiello, e Adriana Giacci a nome dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. 

Sono passati quasi ottant'anni dai terribili avvenimenti, che colpirono migliaia di persone, tra cui Norma Cossetto. Vent'anni fa veniva approvata la legge 92 del 2004, che istituiva il Giorno del Ricordo il 10 febbraio di ogni anno, al fine di non dimenticare tutte le vittime delle Foibe, dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre. Come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fu votata a larghissima maggioranza in parlamento. Le uccisioni di italiani, tra il 1943 e il 1947, furono almeno 20mila; gli esuli costretti a lasciare le loro case almeno 250mila. "A Ferrara - ha sottolineato il sindaco Alan Fabbri - l'Amministrazione comunale, dopo aver voluto commemorare con un monumento le vittime, oggi dedica a una di loro, la giovanissima martire italiana Norma Cossetto, il giardino in cui questo monumento trova dimora. Abbiamo voluto questi due simboli vicino a una scuola, affinché le nuove generazioni possano approfondire questa storia, che è parte d'Italia e ha riguardato connazionali torturati e gettati nelle oscure cavità carsiche solo per aver rivendicato il diritto di essere italiani liberi".

L'assessore comunale Balboni ha aggiunto che "senza memoria non c'è giustizia, senza giustizia non c'è libertà. Troppo a lungo questi fatti sono stati taciuti e dimenticati. Ognuno di noi ha il dovere morale di far sì che la tragedia che ha colpito esuli italiani da quelle terre, fuggiti per mantenere la propria identità, la propria vita, e il proprio legame con la propria patria non sia stato vano. Così abbiamo il dovere di ricordare quegli italiani che tra angherie, soprusi e violenze hanno trovato la morte nei modi più orribili, nelle Foibe, nelle fosse comuni, nel mare. Oggi ricordiamo anche una giovane italiana, senza colpa alcuna, la cui storia non è stata scritta nei libri di storia e la cui tragedia purtroppo ancora pochi conoscono".

Il prefetto Marchesiello ha evidenziato che "abbiamo un colpevole oblio rispetto a questo pezzo di storia italiana. E, con un colpevole ritardo, stiamo recuperando. Mi piacerebbe che l'importante lavoro che a Ferrara si realizza ogni anno con le scuole per la giornata della Memoria si svolgesse anche per le commemorazioni del 10 febbraio. Grazie al Comune che ha intitolato questa piazza a Norma Cossetto". Adriana Giacci ha detto che "per anni questa associazione, apartitica e apolitica, ha lavorato nelle scuole insieme al presidente del comitato di Ferrara, Flavio Rabar, che oggi non è potuto essere presente. Abbiamo sempre e solo operato per la giustizia, la verità storica e la memoria. Questa deve essere una memoria collettiva, e ora, finalmente, lo è". Sono infine intervenuti Riccardo Modestino, in rappresentanza di Assoarma, che ha ricordato la storia della giovane martire, e  il presidente della Consulta provinciale degli studenti Martino Ravasio. L'arcivescovo Gian Carlo Perego, prima degli interventi, ha benedetto il monumento dedicato ai Martiri delle Foibe.

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