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Salute

Giornata mondiale dell'impianto cocleare, a Ferrara circa 1000 interventi di posizionamento

Lo strumento consente di riabilitare pazienti adulti e bambini affetti da sordità profonda

Il 25 febbraio si celebra la Giornata mondiale dell'impianto cocleare, uno strumento che consente di riabilitare adulti e bambini affetti da sordità profonda. La celebrazione di questa ricorrenza sottolinea, in particolare, come il progresso della medicina, insieme alla tecnologia, sia fondamentale per la lotta alla sordità e per migliorare quindi la qualità della vita dei pazienti. Stando ai dati del National Institute on Deafness and other communication disorders americano, in tutto il mondo sono più di 700mila le persone che utilizzano oggi l'impianto cocleare e, ogni anno, vengono applicati nel mondo circa 50mila impianti, di cui oltre 1000 in Italia.

L'Unità operativa di Otorinolaringoiatria-Audiologia dell'Azienda ospedaliera universitaria, guidata dal docente Stefano Pelucchi, quest'anno guarda con particolare attenzione alla ricorrenza. Infatti, sono circa 1000 gli interventi di posizionamento di impianto cocleare effettuati al 'Sant'Anna'. In particolare, sono in regolare follow-up sia pazienti pediatrici che adulti, portatori di impianto cocleare mono o bilaterale, provenienti sia dalla Regione Emilia–Romagna che dal resto d'Italia. Il programma di Implantologia cocleare è attivo a Ferrara da molti anni, e il reparto è tra i centri di riferimento in Emilia–Romagna. L'équipe che cura il percorso pre-intervento, l'intervento e poi la riabilitazione e il follow-up dei pazienti è costituita da personale medico (composto dalla dottoressa Michela Borin, dal dottor Nicola Malagutti e dal docente Andrea Ciorba) e tecnico (composto dalle dottoresse Valentina Carrieri, Laura Negossi, Alessandra Cavallari, Bertilla Zerbinati, Antonella Berselli, Ilaria Piccolo, Federica Minazzi e Nicoletta De Luca).

Fra le tantissime persone che sono state sottoposte al posizionamento dell'impianto cocleare, è raccontata la storia della piccola Roua. La paziente ha una ipoacusia bilaterale grave "che – ha commentato la mamma della bimba, Khiari - abbiamo scoperto all'età di 2 anni e mezzo. In attesa dell'intervento per il posizionamento dell'impianto cocleare, Roua ha dovuto usare apparecchi acustici che però non hanno fatto una grande differenza. All'età di 5 anni (cioè nel 2021), la mia bambina è stata operata all'ospedale di Ferrara per un impianto cocleare all'orecchio sinistro che ha cambiato la sua vita radicalmente. In meno di un anno Roua è diventata una bimba socievole, dinamica e piena di vita. L'impianto le ha permesso di navigare nel mondo del suono come qualsiasi altra bambina udente. Io, come madre, sono sicura di aver fatto la scelta giusta. Ringrazio tutto il personale del reparto per quanto fatto e per aver ridato la serenità a mia figlia".

Quest’anno, ricorre il sessantaseiesimo anniversario del primo intervento al mondo di un 'dispositivo' cocleare, eseguito nel 1957 a Parigi, ad opera dall'otochirurgo francese Charles Eyries, in collaborazione con il fisico medico André Djourno. Da quell'occasione sono stati fatti molti progressi per la cura della sordità profonda, dal momento che i primi dispositivi impiantati non permettevano di capire bene il parlato, fornendo solo una percezione-sensazione dei suoni ambientali. E' infatti nel 1961 che William House, docente di Otologia, insieme a un neurochirurgo e a un ingegnere elettronico, impiantarono il primo impianto cocleare a canale singolo. Il docente House continuò quindi a far evolvere la tecnologia costruttiva del dispositivo e, successivamente, nuove ricerche consentirono di sviluppare dispositivi multicanale, in grado di codificare i suoni di tutti i giorni in impulsi elettrici per il nervo uditivo ed il cervello.

Oggi l'impianto cocleare, o 'orecchio bionico', è un dispositivo che fornisce impulsi elettrici direttamente alle fibre del nervo acustico; gli impulsi raggiungono quindi il cervello e vengono interpretati come linguaggio o suoni. L'orecchio bionico è un apparecchio complesso e altamente tecnologico formato da una parte interna (impiantata sotto la cute del cranio e costituita dal ricevitore-stimolatore), dotata di un filo porta elettrodi che raggiunge direttamente l'orecchio interno. Poi c'è una parte esterna, costituita da un processore, che consente di elaborare il linguaggio e i suoni.

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