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Mercoledì, 22 Marzo 2023
Salute

Giornata internazionale contro il papilloma virus umano, l'importanza dello screening per prevenire la patologia

All'Ospedale 'Sant'Anna', nell'arco dell'anno precedente, sono state effettuate complessivamente 1.160 colposcopie

Sabato ricorre la Giornata internazionale contro il papilloma virus umano. La ricorrenza si pone l'obiettivo di accrescere la consapevolezza dei rischi associati a questo virus e di diffondere le strategie di prevenzione, sia per la donna che per l'uomo, finalizzate a evitare forme tumorali e altre malattie correlate al virus. Anche le due Aziende sanitarie ferraresi aderiscono all'iniziativa.

L'infezione da papilloma virus umano rappresenta l'infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi. Si tratta di un virus così comune che la maggioranza delle persone sessualmente attive, in modo particolare i giovani, lo contrae durante la propria vita. La maggior parte delle infezioni genitali da Hpv sono asintomatiche e, di solito scompaiono spontaneamente nell'arco di 1-2 anni senza lasciare conseguenze. Alcuni tipi specifici, denominati 'ad alto rischio oncogeno' in caso di infezioni persistenti, invece, sono capaci di provocare vari tipi di tumore, sia in sede genitale che extra-genitale.

Lo screening per il cervicocarcinoma e la vaccinazione contro il papilloma virus sono due facce della stessa medaglia. Ausl e Azienda ospedaliera universitaria sono fortemente impegnate nella lotta contro il virus Hpv, attraverso un approccio integrato e multidisciplinare con l'obiettivo di eradicare le patologie Hpv correlate. La mortalità per il tumore della cervice è notevolmente calata negli ultimi decenni grazie proprio al programma di screening organizzato, in quanto il tumore alla cervice uterina è curabile se riconosciuto precocemente e adeguatamente trattato. Attraverso il programma di screening viene offerto gratuitamente un test Hpv o un Pap test a tutte le donne in fascia di età compresa tra i 25 e i 64 anni e nell'anno scorso vi ha partecipato il 72% delle donne ferraresi. L'Hpv non è un problema esclusivamente delle donne, ma riguarda la salute di tutti.

"Le armi per difendersi dal virus Hpv – ha commentato la dottoressa Caterina Palmonari, responsabile dell'Unità operativa di Epidemiologia, Screening Oncologici, Programmi di promozione della Salute dell'Ausl - esistono, sono potentissime ma, purtroppo, ancora non tutti le utilizzano: la vaccinazione anti Hpv e lo screening di prevenzione oncologica della cervice uterina". La dottoressa Clelia De Sisti, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl, ha aggiunto che "la vaccinazione contro Hpv consente di proteggere da circa il 90% dei tutti i tumori correlati al virus in uomini e donne, mentre lo screening è in grado di rilevare la presenza di lesioni preneoplastiche o neoplastiche della cervice uterina grazie ad Hpv test e Pap test".

Se si ottenesse una copertura vaccinale ottimale, grazie all'ormai noto 'effetto gregge', il tumore della cervice uterina scomparirebbe e gli altri tumori correlati all'Hpv ridurrebbero drasticamente la loro incidenza. La vaccinazione è offerta gratuitamente a tutti i ragazzi e le ragazze a partire dal compimento dell'undicesimo anno d'età. E' necessario far comprendere alla popolazione, soprattutto ai giovani, che è importante occuparsi della propria salute in modo completo, partendo proprio dalla prevenzione. Attualmente non esiste una terapia per trattare l'infezione da Hpv, e pertanto il programma di screening è finalizzato a identificare precocemente l'insorgenza di lesioni precancerose. Parallelamente è in corso una campagna vaccinale che interessa la popolazione dei ragazzi nel undicesimo anno di età, prima che avvenga l'esposizione al virus. Il vaccino è mirato verso i principali ceppi responsabili dei tumori del collo dell'utero. Ad esempio, il vaccino oggi più utilizzato, 9-valente è efficace circa al 100% nei confronti dei ceppi selezionati e dovrebbe proteggere da circa il 90% dei tumori.

L'Hpv test viene oggi utilizzato come nuovo test di screening al posto del Pap test nella prevenzione del cervicocarcinoma poiché ha una sensibilità maggiore rispetto al Pap test, cioè è più efficace nel predire la possibilità di sviluppo di lesioni che potrebbero evolversi in tumori, ma una minore specificità; vale a dire che identifica anche infezioni che potrebbero regredire spontaneamente. L'esame, quindi, andrebbe riservato alle donne di età superiore ai 30 anni poiché, prima di questa età, le infezioni da Hpv sono molto frequenti ma regrediscono spontaneamente in un'alta percentuale di casi e non evolvono quasi mai in tumore. Il test può essere eseguito con una periodicità di 5 anni, grazie alla sua alta capacità di identificare le lesioni.

Attualmente il programma di screening prevede due percorsi differenziati per età. Nella fascia di età 25-29 anni: Pap-test come test di screening primario, cioè un esame di tipo morfologico che ricerca le modificazioni cellulari ogni 3 anni. Nella fascia di età 30-64 anni: test-Hpv come test di screening primario ogni 5 anni. Il test-Hpv identifica con molto anticipo lo stato di rischio di una donna di avere una lesione rispetto a quanto avveniva con il Pap-test, e quindi è possibile fare il test meno frequentemente. In caso di positività del test-Hpv viene eseguito anche il Pap-test come test di triage cioè di completamento.

Verranno inviate per accertamenti di secondo livello le donne in cui venga riscontrato: positività del pap test nella fascia di età 25-29; positività di Hpv-test e di Pap-test di triage nella fascia di età 30-64; positività di Hpv-test persistente dopo 12 mesi, anche con Pap-test di triage negativo. Il Laboratorio di Anatomia patologica dell'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara, diretto dal docente Giovanni Lanza, è stato identificato come Laboratorio Hub per l'Area Vasta Emilia Centrale.

"A oggi Hpv si considera il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo - ha dichiarato la dottoressa Carolina Buriani, responsabile del programma di screening dell'Anatomia patologica del 'Sant'Anna' – e si stima, infatti, che questa infezione sia correlata alla quasi totalità dei tumori della cervice uterina, al 70% quella della vagina, al 16% dei tumori quella della vulva, all'87% quelli dell'ano, al 29% di quelli del pene e al 25% di quelli dell'orofaringe. Questo virus causa anche lesioni benigne dette condilomi genitali".

L'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda ospedaliera universitaria, diretta dal docente Pantaleo Greco, svolge un’attività di secondo livello; ovvero le donne sottoposte a screening nelle strutture ambulatoriali e consultoriali del territorio sono inviate, ove tale screening abbia fornito un risultato positivo, all'Ospedale di Cona. Nell'ambulatorio di Colposcopia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara, l'esame di secondo livello è la colposcopia che si effettua in regime ambulatoriale, e comporta l'osservazione della cervice uterina con un sistema ottico a diversi ingrandimenti. Questo esame consente di individuare la presenza di anomalie e di completare l'iter diagnostico con l'esecuzione di una o più biopsie mirate. La biopsia mirata è finalizzata a identificare le lesioni cervicali pre-invasive. Al 'Sant'Anna', nel 2022 sono state effettuate 1.160 colposcopie, la maggior parte nell'ambito del percorso dello screening.

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