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Lunedì, 15 Aprile 2024
Sociale

Malattie dementigene, protocollo d'intesa per il potenziamento dei servizi

L'accordo supporterà pazienti e famiglie su protezione sociale, diagnosi e presa in carico

Rinsaldare la rete provinciale di servizi in risposta alle malattie dementigene, il cui tasso di incidenza a Ferrara è il più alto in regione con 5,3 casi ogni mille abitanti. E' questo l'obiettivo del nuovo ‘Protocollo d'intesa per il mantenimento e il potenziamento della rete di servizi per le malattie dementigene in Provincia di Ferrara’ approvato dalla giunta comunale su proposta dell'assessore alle Politiche sociali Cristina Coletti, e a seguito dell'ultimo tavolo di confronto che ha visto riuniti tutti i soggetti firmatari: rappresentanti dei Comuni della Provincia, aziende sanitarie, aziende di servizi alla persona ed enti del terzo settore.

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"Si tratta di un documento che potenzierà la rete a supporto dei pazienti e dei loro familiari sul fronte degli interventi di protezione sociale, diagnosi e presa in carico - spiega l'assessore Coletti -. Da un lato, il protocollo punta a mantenere la rete dei servizi sociali e sanitari con cui il malato e la sua famiglia possono rapportarsi durante tutto il percorso di cura, garantendo la continuità assistenziale richiesta dal Piano Nazionale Demenze. E, dall'altro, l'accordo punta a potenziare il proprio campo di azione cercando il coinvolgimento di nuovi attori pubblici e privati del territorio che ne condividano le finalità, a partire dalle case di cura accreditate, e proponendo lo sviluppo di progetti che mettano al centro la persona e non la malattia”.

Nell'ambito del protocollo, l’assessorato alle Politiche sociali coordinerà tutte le attività necessarie alla sua attuazione, che prevede fra i nuovi obiettivi anche il coinvolgimento di altri soggetti del territorio nell'ambito del mondo del volontariato e dei Centri Sociali Anziani, per favorire, tra l'altro, la conoscenza della Legge n. 219/2017 sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento, per aiutare le persone ad assumere, in piena autonomia, eventuali decisioni relative ad un tempo della loro vita in cui non potrebbero essere più capaci di intendere e volere, al fine di facilitare i percorsi di nomina di un amministratore di sostegno.

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