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Discriminazione / Le reazioni

Caso Macario, ecco le prime reazioni in città: le visioni opposte di Ferrara Nostra e Cgil

Il gruppo consiliare e il sindacato hanno commentato l'episodio del liceo classico

Preoccupazione e incredulità. Sono questi i sentimenti espressi da Ferrara Nostra, nel commentare la vicenda della presunta discriminazione subita da Manuela Macario durante un suo intervento al liceo classico Ariosto. Di tutt’altro avviso, invece, Cgil. Ma andiamo con ordine.

I consiglieri di Ferrara Nostra si rivolgono con alla stessa presidente di Arcigay: “E’ deplorevole l’iniziativa assunta dalla interessata (Macario, ndr) in quella sede – sostengono -, in quanto si profila come una palese violazione della privacy, dal momento che i ragazzi sono stati chiamati ad esprimersi platealmente in merito ad aspetti intimi, sentendosi tenuti a dover dichiarare le proprie preferenze sessuali”.

“Non si comprende, tra l’altro, la necessità, nel corso di un incontro condotto dalla sedicente ‘esperta di identità sessuale’ – aggiungono da Ferrara Nostra -, di dover individuare e porre in evidenza coloro i quali siano persone Lgbti+, rispetto quelle che non lo sono: operazione questa che si configura come una vera e propria istigazione alla discriminazione sessuale e di genere”.

Secondo gli stessi consiglieri, insomma, “Macario, probabilmente preda del proprio furore ideologico, deve aver perso il focus: non è accettabile trattare dei giovani ragazzi come oggetti sacrificali alla propria causa, ancorché rispettabile, ma secondo noi, da lei ingiustamente e non degnamente rappresentata. E’ di tutta evidenza tuttavia che quanto è avvenuto meriti ulteriori approfondimenti da parte delle autorità e di chiunque abbia a cuore l’educazione dei giovani”.

Come detto, dall’altra parte c’è la sigla sindacale, secondo la quale “togliere la parola, interrompendo e mettendo a tacere con modalità e toni irrispettosi, è una forma di censura inaccettabile”. “Ribadiamo e rivendichiamo in ogni contesto – sottolineano - la necessità di rendere strutturali nei percorsi scolastici le attività di contrasto alle discriminazioni, incentrate sul rispetto di sé e degli altri, contro ogni stereotipo”.

“Attività formative come quella organizzata dagli studenti della scuola Ariosto vanno promosse e praticate in ogni luogo dell'istruzione – concludono dalla Cgil -. Esse vanno garantite, e va garantito il loro corretto svolgimento in termini di rispettoso confronto e dialettica. E’ necessario alzare lo sguardo al contesto politico generale. Appare chiaro come la sfera della tutela dei diritti civili sia sempre più sotto scacco e in pericolo, mentre non riescono ad affermarsi le proposte di legge in contrasto all’odio verso le persone Lgbtqi+”.

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