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Venerdì, 8 Dicembre 2023
Sindacati

Obiettore in polizia locale, Sulpl: "La Cgil non vuole l'armamento del Corpo"

Il sindacato degli agenti risponde circa l'accordo conciliativo in Corte d'Appello

La segreteria regionale del Sulpl (sindacato unitario lavoratori polizia locale) interviene dopo l’accordo conciliativo in Corte d’Appello a Bologna tra il Comune di Ferrara e la Fp Cgil. Riportiamo l’intervento integrale di Luca Falcitano, segretario regionale Sulpl.

“Prendendo in prestito le parole di Marco Blanzieri, segretario generale della Fp Cgil di Ferrara, con la conciliazione davanti alla Corte d'Appello di Bologna “viene sancito il  principio che l'agente della polizia locale che svolge il servizio in esterna può lavorare  senza l'obbligo di utilizzare l'arma”, se era in servizio presso il Comune di Ferrara alla data dell'emanazione del vigente regolamento del Corpo, aggiungiamo noi, perché questo piccolo dettaglio evidentemente deve essergli sfuggito. 
Appare infatti non realistica la trionfante dichiarazione del segretario della Fp Cgil che per questioni ideologiche auspica probabilmente una polizia locale inerme e in linea con i dogmi del politically correct e del pensiero woke, dotata di stelle filanti e sgargianti arcobaleni, da mandare allo sbaraglio senza strumenti da difesa. 
Ma tornando al caso concreto, contrariamente a quanto si vuol far credere, non è stato affermato il diritto al rifiuto all'uso delle armi per il personale di polizia, o peggio ancora la non obbligatorietà, in barba alla legge, dell'armamento per determinati servizi, ma è stata semplicemente posta una pezza al Regolamento del Corpo di polizia locale di Ferrara. Regolamento che a suo tempo non ha previsto una clausola di salvaguardia per il personale assunto sulla base dei vecchi bandi di concorso, emessi dal Comune di Ferrara quando ancora il Corpo era disarmato. 
In qualsiasi caso poco importa se per una questione di meri cavilli il diritto, o presunto tale, al rifiuto delle armi per determinato personale di polizia è stato affermato. Il problema è un altro e deve far riflettere tutta la categoria e soprattutto chi, all'interno della stessa, continua a dar forza a sindacati come la Cgil, che nostalgici della figura del vigile urbano alla Alberto Sordi, non trovano di meglio da fare che mettere in discussione il ruolo della polizia locale, proprio quando invece è necessario affermare con forza tale ruolo e la pari dignità di diritti, doveri e funzioni con le forze di polizia dello stato.
Siamo in un momento storico in cui i Corpi di polizia appartenenti agli enti locali rappresentano in tassello fondamentale per la sicurezza urbana, tanto nelle città quanto nei piccoli comuni, e questo lo dimostrano i fatti e l'attività quotidianamente posta in essere a tutte le latitudini e su tutti i fronti (arresti, indagini, infortunistica stradale), e per questo motivo, nell'interesse dei cittadini, prima ancora che degli operatori, l’unica strada percorribile è la riforma della polizia locale e la sua equiparazione con diritti e tutele alla pari delle altre forze dell’ordine. 
Riforma che alla Cgil di Ferrara pare stare ben poco a cuore, se il suo unico pensiero pare essere quello di valutare l'ipotesi di “contestare i bandi di concorso nei quali è previsto l’utilizzo dell’arma come requisito”, come dichiarato dal Segretario Blanzieri, evidentemente non pago dei danni già apportati alla categoria, con battaglie fuori dal tempo.
Al Comune di Ferrara che ha deciso di firmare questo ‘accordo conciliativo’ visto il malcontento creato nella categoria sia a livello regionale che nazionale, basta infatti leggere i vari gruppi social pubblici per farsi un’idea, invece chiediamo che i risparmi derivanti da questo accordo siano investiti nel welfare aziendale per gli agenti attraverso l’acquisto di polizze sanitarie integrative che possano andare a colmare il gap con le tutele che ad oggi hanno le sole forze di polizia statale e che speriamo siano presto risolte con la riforma nazionale di categoria”.

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