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Bomba in città, evacuazione per 12mila residenti: le info su orari e zona rossa

Decise le modalità per il disinnesco. La Fiera sarà il centro di accoglienza: i dettagli

Domenica 26 novembre. E’ questa la data ufficiale in cui verrà disinnescato l’ordigno bellico presente all’ex convento di San Benedetto (il fatto che si trovi al primo piano di uno stabile è stato definito "un caso più unico che raro"). Una giornata scelta al termine della riunione allargata, avvenuta venerdì mattina in prefettura, tra tutti gli attori coinvolti (Prefettura, Questura, Esercito, vigili del fuoco, Comune, Protezione civile, associazioni e Aziende sanitarie).

Gli orari

Tecnicamente le operazioni inizieranno alle 9 e dureranno sei ore e mezza. L’evacuazione dalla zona rossa, però, comincerà già a partire dalle 6 del mattino. Attenzione ai tempi: non è, infatti, detto che alle 15.30 tutto si sia di fatto concluso. Molto dipenderà dall’eventuale presenza di cittadini o residenti all’interno della stessa zona vietata: in questo caso, l’iter verrà fermato, quindi si procederà a far allontanare la persona in questione e, infine, l’operazione potrà riprendere. Tale eventualità farebbe, dunque, slittare l’orario di conclusione.

La zona rossa

Quello che più interessa è, sicuramente, capire quali sono le vie coinvolte nell’evacuazione. Attualmente, l’elenco preciso delle strade è in fase di elaborazione (poi verrà distribuito un vademecum). Ciò che è certo è che, tenendo fermo l’ex convento di San Benedetto come punto centrale, la zona rossa avrà un raggio di 685 metri: all’interno, qualunque edificio dovrà essere lasciato vuoto.

La zona rossa-2

L’evacuazione

Dove andare? E come andarci? E’ già tutto programmato. L’area adibita all’accoglienza sarà la Fiera. Qui i residenti potranno trascorrere la giornata, trovando l’assistenza necessaria (sia in termini medici che di pasti, anche se il consiglio è quello di portarsi qualcosa da mangiare direttamente da casa). Non saranno concesse deroghe: rimarranno, dunque, chiusi Palazzo dei Diamanti, le chiese, le case di cura (è in programma un trasferimento progressivo dei pazienti in questi giorni) e qualsiasi altro luogo all’interno del perimetro.

Qualche consiglio

Al netto del fatto che la priorità è per gli esseri umani e gli animali – tutti devono uscire dalla zona rossa – esistono anche accorgimenti da prendere per gli oggetti. E’, infatti, consigliato spostare fuori dal perimetro interessato le auto a gpl. Così come è auspicabile sigillare i vetri e chiudere le tapparelle o gli scuri.

Sciacalli e truffe

Due problemi aggiuntivi sono dati da possibili sciacalli (il giorno stesso) e truffe (già i giorni precedenti). Per quanto riguarda i primi, le forze dell’ordine garantiranno il presidio necessario in tutti varchi di uscita dall’area.

Attenzione, però, anche ai raggiri. Malintenzionati, nei giorni antecedenti l’operazione, potrebbe fingersi tecnici di compagnie telefoniche o elettriche: è importante sapere che, durante tutto l’arco delle operazioni, non saranno intaccate le utenze di luce, acqua e telefono. In accordo con Hera saranno precauzionalmente interrotte alcune forniture del gas (ma verrà data specifica comunicazione ai diretti interessati).

Numero verde

Nei prossimi giorni verranno attivati due numeri verdi, da poter contattare per richiedere informazioni circa i dubbi e le perplessità sulla giornata. Allo stesso tempo, si potrà anche confermare l’eventuale presenza in Fiera (le stime parlano di un 20% massimo di cittadini che si recheranno nei padiglioni).

Le navette

In tutto, saranno 12mila i cittadini coinvolti nel disinnesco dell’ordigno bellico. Per loro vi saranno, oltre agli agenti delle forze dell’ordine, anche 900 volontari della Protezione civile e di 26 associazioni. Inoltre, è previsto un servizio di navetta che, dai punti cardine (via XXV Aprile, viale Cavour, viale Barriere), condurrà i residenti verso la Fiera. Per le case di cura, invece, saranno predisposti mezzi ad hoc. Per le operazioni tecniche sulla bomba, invece, saranno impegnati una trentina di militari dell’Esercito (ottavo Reggimento guastatori 'Folgore' di Legnago).

La scelta del giorno

Come detto, il giorno prescelto per le operazioni è quello del 26 novembre: un momento in cui non sono presenti eventi concomitanti di nessuna natura (la Spal gioca il giorno prima). Unico punto di domanda è dato dalle condizioni meteo: nel caso in cui vi sia un’emergenza che coinvolga i volontari della Protezione civile, tale data potrebbe slittare.

“Sicuramente abbiamo voluto operare prima dell’arrivo di dicembre – ha spiegato il prefetto, Massimo Marchesiello – perché poi sarebbero sorte problematiche legate a gran parte della popolazione, turisti e attività commerciali”.

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