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Sanità

Entro fine anno in Emilia-Romagna i primi 30 Cau, previsti 4 nel Ferrarese

I Centri di assistenza e urgenza rientrano nella riorganizzazione delle cure primarie territoriali

Entro la fine del 2023 partono in Emilia-Romagna i primi 30 Centri di assistenza e urgenza. Per quanto riguarda il territorio ferrarese, sono quattro quelli previsti. Nel dettaglio, tutti nelle Case della comunità di Ferrara, Comacchio, Copparo e Portomaggiore. I Cau fanno parte della più ampia riorganizzazione delle cure primarie territoriali e del sistema di emergenza-urgenza regionale. Rappresentano il nuovo modello di sanità territoriale potenziata, pensato per rispondere alla gran parte dei bisogni e delle urgenze a bassa complessità clinica e assistenziale, sgravando così i Pronto soccorso, dove far confluire solo i casi più gravi. 

Per una presa in carico più veloce e appropriata. Sono strutture territoriali, a regime almeno una per ogni distretto sanitario e dotate di equipe medico infermieristiche adeguatamente formate che, quando il percorso sarà completato, saranno attive h24 e 7 giorni su 7, con un bacino d'utenza tra 35mila e 75mila abitanti. L'obiettivo è garantire a tutti i cittadini la cura migliore e un percorso di assistenza personalizzato, in tempi rapidi e senza lunghe attese. Già illustrati in tutta l'Emilia-Romagna attraverso le Conferenze territoriali socio-sanitarie e molteplici incontri che l'assessorato regionale alle Politiche per la Salute ha avuto con le organizzazioni sindacali, i professionisti della sanità e le Aziende sanitarie e ospedaliere, ora vengono fatti conoscere più da vicino anche ai cittadini, con una campagna di comunicazione anche multimediale, pronta a partire da mercoledì 1 novembre.

"I Centri di assistenza e urgenza - ha sottolineato Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute - danno una risposta più veloce ai pazienti con basse criticità, ma la qualità della presa in carico, del servizio e della cura non cambiano. Anzi, siamo convinti che questa riorganizzazione possa migliorare ulteriormente sia l'appropriatezza, sia i tempi della presa in carico, tanto per le emergenze, che continueranno a essere gestite unicamente nei Pronto soccorso, quanto per le urgenze, che troveranno risposta adeguata nei Cau". Donini ha aggiunto che "prende avvio qui in Emilia-Romagna un modello profondamente innovativo, che potrebbe aprire una nuova strada nel Paese, in una fase in cui il servizio sanitario nazionale è costretto a cambiare, perché in ballo c'è la sua stessa sopravvivenza. La campagna di comunicazione vuole accompagnare i cittadini lungo questo percorso, che sarà graduale, con tutti gli strumenti possibili, da quelli tradizionali a quelli multimediali".


 

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