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Liberazione / Via Modena-Cassana-Porotto

Eccidi di Porotto, ricordati i martiri della libertà

Nella giornata di domenica 21 aprile ha avuto luogo l'omaggio ai cippi commemorativi

Il Comitato per le celebrazioni del 25 Aprile, composto da Comune, Provincia e Prefettura di Ferrara, insieme a enti e associazioni culturali, religiose e militari del territorio e il coordinamento dell'Istituto di Storia contemporanea, celebra anche quest'anno con più iniziative l'anniversario della Liberazione.

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La pioggia e il maltempo non hanno fermato le cerimonie a Porotto e a Fondoreno, che si sono svolte alla presenza delle autorità civili, militari e religiose e delle associazioni partigiane, combattentistiche e d'arma, tra cui Anpi Ferrara, Associazione Partigiani Cristiani e il Comitato per la Memoria dei X Martiri di Porotto.

In occasione del 79esimo anniversario, sono stati ricordati i martiri della libertà di Porotto, con tre diversi momenti dedicati a una pagina dolorosissima della storia: quella in cui dieci antifascisti persero la vita nell'efferata aggressione, conclusa in un bagno di sangue, diventato noto come l'eccidio dei X Martiri di Porotto, perpetrato nelle campagne limitrofe a Ferrara. 

Il 25 marzo e il 21 aprile del 1945, solo quattro giorni prima della liberazione dell'Italia da parte dei partigiani e degli alleati, dieci giovani di Porotto e di Fondoreno vennero uccisi dai nazifascisti. I loro nomi erano e sono Cesare, Egidio e Renzo Artioli, Ugo Costa, Luciano Gualandi, Giorgio Malaguti, Dino Manfredini, Giancarlo Massarenti, Tonino Pivelli e Quinto Rossi. Erano mossi da diversi credo politici, erano tutti uniti però dal comune sentimento antifascista. 

Dopo la deposizione di una corona al cippo di via Tagliaferri, il corteo, intonato dalle musiche della Banda di Cona e della Banda Ludovico Ariosto, si è diretto a omaggiare il cippo di via Ladino, dove hanno preso la parola, oltre alla rappresentanza del Comitato per la Memoria dei X Martiri di Porotto, l'assessora comunale al Patrimonio del Comune di Ferrara e l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Galliera, che ha commemorato il loro concittadino caduto della strage dei X Martiri. L'ingegnere del Comune Paolo Rebecchi, curatore della ristrutturazione del Cippo di Porotto e del Cippo di via Fondoreno, ha spiegato gli interventi realizzati e volti al restauro e alla valorizzazione del patrimonio monumentale ferrarese. 

Un'occasione per inaugurare il progetto di valorizzazione con la nuova postazione del monumento di Porotto, che è stato leggermente spostato di qualche metro, seppur ospitato sempre nella stessa piazza, per far sì che a Porotto possa edificarsi una mensa per la scuola primaria 'Franceschini', che consentirà di ampliare i servizi offerti alle famiglie nella frazione.

In questi anni è stato infatti realizzato da parte del Comune un Piano di restauro dei monumenti delle frazioni: è stata stilata una lista in base alla priorità di intervento, e tra questi c'erano appunto questi due cippi, che seppur ricordano gli stessi fatti, furono realizzati due momenti differenti: quello di Porotto è del 1958, e rappresenta la violenza di quell'evento tragico, con una colonna spezzata, mentre quello di Fondoreno, realizzato già nel 1945, ha sulla sua sommità una fiaccola, volto a ricordare il coraggio di quei giovani morti per la libertà. 

Nel 2022 si è proceduto al restauro del cippo di Porotto, mentre si sono da poco conclusi gli interventi al cippo di Fondoreno. I due monumenti, come è stato spiegato durante il pomeriggio ai molti presenti, versavano in uno stato di degrado avanzato. Gli agenti atmosferici, i muschi e i licheni avevano infatti attaccato profondamente tutti gli elementi lapidei e marmorei dei due monumenti. Il piano di restauro, coadiuvato da restauratori, è stato volto a restituirne il decoro, tutelarlo nel tempo e conservarlo. Oltre al restauro degli elementi lapidei, sono state inoltre ripristinate le scritte. D’altra parte, l’obiettivo è stato quello di recuperare questi simboli identitari della nostra comunità e di onorare tutte quelle vittime cadute e sacrificate per la libertà. 

Silvana Baroni ha portato la commovente testimonianza raccolta recentemente da un nipote di uno dei morti di Porotto, Cesare Artioli, che porta lo stesso nome dello zio ucciso. Gli studenti delle scuole di Porotto e Galliera hanno portato la loro testimonianza su cosa voglia dire “resistere” oggi, seguita da un breve canto del Coro delle Mondine di Porporana. Infine, sotto una pioggia battente, si è tenuto l'omaggio al Cippo di Fondoreno. Anche in questo sito di memoria è stata deposta una corona.

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