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L'intervento

Tra demografia e sviluppo, Ferrara è in crisi o ha potenzialità? L'analisi di Bernabei

Il docente di Unife traccia un ritratto della società, prendendo in analisi diversi fattori

Riceviamo e pubblichiamo:

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“Si parla molto, specie per Ferrara e la sua provincia, di calo demografico, spopolamento e perdita di opportunità. In questa epoca che stiamo vivendo, emerge forte per i territori una nuova domanda di ‘abitare’, e acquistano sempre maggior valore considerazioni legate all'assenza di congestione, ai prezzi non fuori controllo, alla facilità di collegamento con grandi centri metropolitani, all'offerta di servizi ricreativi. Stanno guadagnando attrattività le città medio-piccole, a misura d'uomo, strategicamente localizzate e ben collegate.
Ferrara può porsi in una situazione propizia per pensare ad un proprio modello di sviluppo in grado di agganciare in maniera definitiva queste dinamiche. Al di là di una retorica talvolta ancorata a stereotipi autodenigratori duri a morire, Ferrara presenta già numerosi punti di forza, che vanno ulteriormente coltivati, valorizzati, condivisi, raccontati meglio.
Pur tra mille difficoltà, Ferrara non è affatto ferma o decadente. Lo dimostra, ad esempio, il ‘mercato’ sicuramente più importante e significativo per una città, quello immobiliare. Se guardiamo i dati - relativi a prezzo medio richiesto e numero di transazioni - disponibili sui maggiori portali web partecipato da tutti i principali gruppi immobiliari nazionali, si vedono bene due cose: la prima è che la dinamica dei prezzi appare su un percorso di crescita; la seconda è che anche il numero delle transazioni è avviato su un sentiero sufficientemente regolare. Sono segnali importanti, che vanno colti e sviluppati per favorire soprattutto nuovi insediamenti occupazionali.
A questo si collega anche il concetto di città sostenibile declinato secondo una nuova sensibilità locale ed internazionale su questo tema. Nel dibatto internazionale, avviato già nel 2015, si è raggiunta la consapevolezza che le prossime sfide non possono prescindere dall’affrontare la sostenibilità del pianeta sotto diversi profili: ambientale, economico, sociale e istituzionale. Gli accordi raggiunti tra gli Stati, anche con uno sforzo comunicativo e la costituzione di alleanze nazionali ed internazionali sullo sviluppo sostenibile, stanno diventando prassi quotidiana in molte città e sono diventati richiesta diffusa dei cittadini, in particolare dei giovani.
Il concetto di sviluppo dei territori torna ad affermarsi come un insieme di variabili in grado di alimentare eque possibilità, capace di generare esternalità positive sull’ambiente e sulle dimensioni del futuro. Esiste un nesso tra la qualità della vita nelle comunità e le strategie di sviluppo di un sistema territoriale di più o meno vaste dimensioni.
L’economia in provincia di Ferrara va vista non più per settori - in particolare l’industria manifatturiera, l’agricoltura e il turismo - bensì per territori, con l’obiettivo di avviare una descrizione delle singole economie territoriali che sono diverse tra loro. La priorità dovrebbe essere quella di individuare elementi di omogeneità e di interrelazione/interdipendenza tra le diverse attività economiche in ciascun territorio considerato.
L’Area vasta, ad esempio, sembra essere troppo vasta per individuare elementi comuni; ma anche le economie del Basso Ferrarese piuttosto che dell’Alto Ferrarese o di Ferrara stessa sono tra loro profondamente diverse, e non sono omogenee al loro interno. Non è ipotizzabile considerare il Basso Ferrarese come un tutt’uno, perché in realtà vi sono tanti ‘Bassi Ferraresi’, ciascuno dei quali ha proprie peculiarità e potenzialità che divergono da quelle che si possono individuare in altre parti della stessa area provinciale.
Allo stesso tempo, non è possibile chiudere l’analisi agli stretti confini provinciali di Ferrara ma occorre cercare di considerare quali sono i gruppi omogenei di Comuni al di là dei confini provinciali. Non sempre, poi, i territori inclusi in ciascun ambito comunale possono costituire un’unica entità omogenea perché, anche all’interno dei singoli Comuni del Ferrarese, si possono individuare territori con caratteristiche economiche differenti tra loro: è il caso dello stesso Comune capoluogo che è diviso al suo interno tra un’area urbana con certe caratteristiche ed un’area extraurbana che si differenzia molto sotto l’aspetto sociale ed infrastrutturale. A breve, si vota in molti Comuni della provincia, compreso il capoluogo, e mi auguro che queste tematiche siano al centro del dibattito locale anche con le rappresentanze di categoria”.
Guglielmo Bernabei, avvocato e docente a contratto di Diritto pubblico presso Unife

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