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Lunedì, 17 Giugno 2024
Sociale

Disturbi dello spettro autistico, conclusi i lavori di co-programmazione per interventi da 286mila euro

In Emilia-Romagna, nell'arco di 10 anni, l'incidenza delle persone colpite è aumentata del 244%

Si sono conclusi mercoledì, i lavori di co-programmazione mirati a fornire un supporto sempre maggiore alle persone con disturbo dello spettro autistico con l'invio alla Regione del Programma di Ambito che ha già ricevuto il via libera dal Comitato di Distretto, presieduto dall'assessora comunale alle Politiche sociali Cristina Coletti. Si tratta di lavori di co-programmazione di interventi per 286.835 euro, avviati lo scorso 22 febbraio, a seguito della pubblicazione da parte del Comune di un avviso pubblico rivolto agli enti del terzo settore che assistono i pazienti in condizioni di autismo.

"Il percorso - ha dichiarato Coletti - ha visto la partecipazione e il coinvolgimento diretto di tre associazioni, 'Dalla Terra alla Luna', 'Lo Specchio' e 'I Frutti dell'Albero', che hanno portato spunti interessanti e utili per sviluppare diverse progettualità, forti della competenza con cui operano quotidianamente sul territorio. In questa prima fase di analisi sono stati individuati i bisogni da soddisfare, gli interventi e le modalità di realizzazione degli stessi per portare sempre più benefici ai cittadini che soffrono dello spettro autistico, che sono 355 per quanto riguarda Ferrara e Provincia, di cui 326 minori. Nella nostra Regione, in soli 10 anni l'incidenza delle persone colpite è salita del 244% e la collaborazione fra le istituzioni, in questo caso il Comune di Ferrara, e le associazioni è più che mai fondamentale".

Come ha aggiunto Coletti, la co-programmazione "risulterà il modo più efficace per elevare l'efficacia delle risposte in ambito di autismo: ciò porterà alla nascita e allo sviluppo di nuove idee o al perfezionamento delle strategie di assistenza attualmente in essere". Dalle due sessioni di lavoro su cui si è articolata questa fase del procedimento, è infatti emersa l'esigenza di dare innanzitutto continuità alle progettualità già avviate, in modo tale da garantire la prosecuzione di azioni e interventi positivi.

Esaminando il contesto locale, le attività esistenti e le criticità, si sono evidenziati i bisogni di implementare i servizi specifici per la fascia di età 16-21 anni, con interventi mirati all'inclusione sociale, scolastica e lavorativa, che valorizzino le abilità dei singoli individui. Alcuni di tali interventi, pensati sia in forma individuale che in gruppi, saranno incentrati sul supporto alla figura dei caregiver familiari. Le tipologie di attività, finanziate con l'utilizzo del fondo per l'inclusione delle persone con disabilità, riguardano l'assistenza sociosanitaria; percorsi di assistenza alla socializzazione dedicati ai minori all'età di transizione fino ai 21 anni; progetti a sostegno all'attività scolastica; progettualità rivolte alla socializzazione di adulti ad alto funzionamento; progetti e attività sociali con il coinvolgimento del Terzo Settore; progetti sperimentali per la formazione e l'inclusione lavorativa; formazione nuclei familiari; progetti sperimentali sulla residenzialità.

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