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Dimensionamento della rete scolastica, Santi (Flc Cgil): "Tagli al diritto allo studio"

Il segretario è intervenuto dopo la riunione della Commissione di concertazione provinciale

"Si è appena conclusa la riunione della Commissione di concertazione provinciale che aveva come tema la proposta di dimensionamento di due Istituzioni scolastiche". A comunicarlo è il segretario generale della Flc Cgil Mauro Santi, che ha evidenziato la "forte contrarietà a questo piano messo in atto dal Governo Meloni che scrive 'razionalizzazione' ma si deve leggere 'taglio' di posti di lavoro, di presidi democratici, di risorse finanziarie e professionali della scuola pubblica".

Il sindacalista, ricordando che "come Flc Cgil abbiamo promosso un ricorso al Tar su questo argomento", ha sottolineato che "i criteri espressi dalla Provincia per confezionare una proposta di accorpamento degli Istituti F Lamborghini di Renazzo e l'Ic 4 di Reno Centese come quella di accorpare Iis Aleotti e Iis Bachelet hanno avuto come principio la riduzione del danno cercando sia di salvaguardare i territori di maggior dispersione scolastica e di disagio sociale, che di evitare che Istituti con numeri abnormi e ingestibili".

Il segretario della sigla sindacale ha aggiunto che "questa proposta di cui si legge sempre soltanto la perdita delle figure epocali, dirigenti e dsga, prevede già un taglio di almeno 5 assistenti amministrativi, 9 collaboratori scolastici e 8 docenti dell'infanzia, per quanto riguarda le due scuole superiori probabilmente si perderà una classe prima e tre classi terze, con una perdita di docenti elevata ma difficile da conteggiare al momento".

Mauro Santi ha concluso, con la considerazione che "ci si debba indignare per questi tagli al diritto allo studio che vanno a braccetto con la sperimentazione della filiera dei tecnici e dei professionali che prevede la riduzione di un anno dell'offerta formativa con una introduzione dell'alternanza scuola-lavoro già nel biennio e con interventi delle aziende anche nella progettazione del curriculum", e che "la scuola che si legge in queste 'riforme' a partire dalla prospettata 'autonomia differenziata' è un ulteriore tentativo di sottrarre la scuola dal perimetro costituzionale e inserirla nella cornice del neoliberismo, insomma buttarla nel mercato".

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